Los Baños de Baños

Cascata in Banos, Ecuador, Ecuador
Quanto contano i soldi nella vita rispetto ad una buona salute?
Una stupida caduta a volo d’angelo, distratta dal fascino dell’acqua ai piedi di una maestosa cascata, mi ha fatto capire: NIENTE!
Nulla di grave ma chi ha sofferto di sciatica potrà capirmi, non c’é massaggio che tenga. Non vi dico la goduria a dormire per una intera settimana su un asse di legno a pancia in giù!

Ora, dopo due settimane, sono tornata a muovermi quasi come una persona normale, o perlomeno non vedo le stelle al solo pensiero di sedermi.
Poco male, sono cose che capitano. L’unica cosa che mi dispiace é aver compromesso i ritmi di viaggio, non solo miei ma soprattutto quelli di Alex che mi ha su(o)pportato pazientemente come solo una buona amica sà fare.
(In ogni caso non mi sembra le sia dispiaciuto accompagnarmi alle terme Baños per curarmi ;-). )
Il tempo stringe e sento sempre più vicina la data di ritorno, troppo vicina … con troppi posti che ancora devo vedere!
Ah certo, la schiena rotta ma la macchina fotografica che avevo in mano neanche un graffio! Complimenti.

Los Baños de Baños, Ecuador, Ecuador

Los Baños de Baños

L’ acqua termale proviene dal vicinissimo e tutt’ora attivo vulcano Tungurahua (5016 m), la cui ultima eruzione avvenuta nel 2006 ha provocato non pochi problemi alla ridente ed accogliente cittadina di Baños.

Un quasi sprecato stop di una settimana in Riobamba, che non si può certo dire sia una bella città… eletta non solo per il nome simpatico (Riobambeños i suoi abitanti) ma soprattutto come punto strategico per accedere alle feste di carnevale nei paesi limitrofi, al “Ferrocarril Del Ecuador” e per provare le prelibatezze locali (vedi foto Cuys e Melcocha). Per lo meno la vista al vulcano Chimborazo (6310 msl) dalla finestra del nostro Hotel non era niente male.

Vulcano Chimborazo, Ecuador, Ecuador

Vulcano Chimborazo 6310 m

Cuys, Tipica comida Ecuadoriana

Melcocha , Tipica comida Ecuadoriana

Cuys (animali) e Melcocha (un Toffie)

Il Ferrocarril del Ecuador
é una spettacolare tratta in treno risalente al 1901, che per i suoi zig zag costruiti per discendere le montagne fino ad arrivare alla “Nariz del Diablo” (una montagna) si dice che sia “ El tren mas dificil del mundo”. ( mh andrò a verificare il Bernina ). L’ultima tratta é stata recentemente ristrutturata e purtroppo per noi, da quest’anno non é più permesso il viaggio sul tetto del treno perchè troppo pericoloso per la caduta di massi. Peccato ma in ogni caso é stato un esperienza impressionante…

Ferrocarril de Ecuador

Ferrocarril de Ecuador

Ferrocarril de Ecuador e Cartello lungo il tragitto

El Carnival de Ecuador
Quale miglior festa, tra l’altro nel regno del carnevale (il sud America), per festeggiare il compleanno di Alex? Come spesso capita, quando si ha una grande aspettativa, si rimane delusi. Ed é ciò che ci é successo qua in Ecuador!
Certo per l’Ecuadoriano il carnevale é una festa molto importante, 4 giorni di vacanza dopo un duro anno di lavoro (hanno solo due settimane di vacanza all’anno) ma niente a cui vedere con l’immagine che ho io del carnevale stile Rio de Janeiro, Tenerife o il mio più vicino Rabadan di Bellinzona… No, niente di tutto ciò. Niente maschere, niente coriandoli…. solo alcune sfilate, concerti ma soprattutto acqua, acqua, acqua sottoforma di bombe di plastica o peggio secchiate, tanta ma tanta “Cariocas”(schiuma) e quando va peggio uova e farina. 4 giorni di pazzia estrema… senza una festa reale. Impossibile camminare tranquillo in qualsiasi strada dell’Ecuador (e Perù a quando mi dicono). Bombe d’acqua arrivano da ogni direzione: balconi, auto, persone per strada… nessuno si salva!
Dopo un titubamento iniziale, per non esserne succubi, l’unico modo per divertirsi é stare al gioco…. e questa é stata la mia fine. Of Course! 🙂

Carnevale in Guaranda, Ecuador, Ecuador

Carnevale, la mia fine

Dopo i festeggiamenti di carnevale siamo tornate a Baños per un ultima terma curativa. La mia schiena é quasi a posto e siamo pronte per affrontare una grande avventura, con la grande incertezza sui tempi di attesa e percorrenza:

discendere 1.140 chilometri lungo i fiumi Rio di Napo e Rio delle Amazoni, da Coca (Ecuador) a Iquitos (Peru’), nel bel mezzo della foresta amazzonica.

Le barche non si sà che giorni partono, forse dovremo aspettare anche una settimana alla frontiera con il Perù. Sulla barca dormiremo in amaca probabilmente insieme alle galline. Mangiare … bho!
Le informazioni sono poche e sempre diverse. A quanto pare le difficoltà molte …
Se non mi sentite più, venitemi a cercare sulla costa del Brasile, trascinata dalla corrente del Rio delle Amazzoni! 😉

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