Impressioni Serbe

Serbia-Slovenia

A-Belgrado–> B-Novi Sad–> C-Lubiana–> D-Verona –> Lago Maggiore

Sono in Italia ormai da 6 giorni e mi manca di raccontarvi l’ultima parte del tragitto del mio viaggio attraverso i Balcani, dalla Grecia all’Italia.
Dopo l’intensa, o meglio, densa Panna sulla Macedonia, mi sentivo di aver vissuto già abbastanza da questo inaspettato ed improvvisato viaggio. Non mi aspettavo più colpi di scena, quindi ho cercato di stringere i tempi, volevo solo fare la turista un paio di giorni a Belgrado, uno a Lubiana e tornare a casa. Poi mi sono fermata qualche ora a Verona, giusto per ritardare e rendere più difficile il rientro alla realtà…
ma veniamo al viaggio a ritroso:

Lubiana è molto carina, la Slovenia ormai in Europa è un paese che si è adattato alla vita e ai prezzi della comunità. Pulita ed ordinata sembra di essere in una cittadina austriaca piuttosto che in uno stato balcanico. Niente di particolare da dire ma sicuramente vale la pena visitarla.

Novi Sad, un paio d’ore da Belgrado è anche lei una affascinante cittadina, ordinata, pulita, tranquilla. Senza dubbio da vedere, soprattutto per l’imponente corso d’acqua che la caratterizza, il Danubio.

Contemplndo il Danubio, Serbia

Contemplndo il Danubio a Novi Sad

Quello di cui però vorrei parlarvi in questo post è la Serbia, o meglio della sua capitale Belgrado.

Facciamo un bel Flash Back al mio arrivo in città dopo un estenuante viaggio in treno di 11 ore dalla Macedonia:

stavo trotterellando allegramente con il mio zainetto per le strade di Belgrado, felice di essere finalmente arrivata. Stanca ma incuriosita dal nuovo mondo, mi guardo in giro in cerca del posto per dormire, che avevo preventivamente prenotato.
Cartina in mano e via… secondo la mappa l’ostello si trova a poche centinania di metri. Anche se non mi è facile capire le distanze, dovrei essere a solo un paio di vie, giusto per sgranchirmi le gambe e respirare un po’ di smog, che è sempre meglio della puzza del treno.

Mi incammino per un lungo viale, che secondo il mio orientamento (normalmente ottimo ma sfasato nei Balcani), dovrebbe essere quello giusto.
Conoscendomi non ne ho la certezza, anche perchè i nomi delle vie sono scritte in cirillico e la cartina, in caratteri normali, mi serve poco e quindi per sicurezza chiedo ad una anziana passante.
Sono giusta e proseguo.
Lo stradone, più lungo dell’aspettato, è un susseguirsi di grigi e squallidi casoni comunisti. Altri, che sembrano palazzi governativi (per le bandiere sventolanti sulle finestre), hanno invece una architettura più piacevole.
Sono stanca, fa caldo ma ho il sorriso stampato sul viso, nonostante l’accoglienza della nuova città abbia un non sò che di tetro. Sono già quasi le 9 di sera ed è buio. Non c’è molta gente in giro, in queste vie di periferia. La nuova avventura mi mette comunque in circolo una buona dose di adrenalina.

Richiedo ad un passante se sono giusta, a gesti ci capiamo, stavo prendendo la via non segnata sulla mappa (nei Balcani è normale che le mappe siano sbagliate), il prossimo incrocio è quello giusto. Passo al fianco di un parchetto, carino, un pò freddo …. tutto è tranquillo.
Alcuni bambini giocano spensierati e dei ragazzi siedono sul muretto chiaccherando, mi guardano, mi sorridono. Proseguo il mio cammino con aria rilassata.

Ad un certo punto arrivo all’incrocio per andare a sinistra, alzo la testa, davanti a me come una pugnalata nello sterno, mi spavento alla visione (non sto esagerando) di due palazzi completamente smembrati, distrutti, come se fossero stati colpiti da una bomba.
Ed è proprio quello il mio pensiero a caldo.
Tiro un profondo respiro di stupore e penso….
probabilmente è successo un incidente ed è esploso qualcosa all’interno “…
ma poi vedo che il palazzo a fianco è messo ancora peggio, manca proprio una parete ed è come se una grande morsa avesse preso una parte del palazzo e tirato verso di se, sradicando i pavimenti….
Mumble mumble… questa visione mi turba.

Palazzo bombardato in Belgrado, Serbia

Palazzo bombardato in Belgrado

Resto per qualche minuto a guardarli, avvolti dal buio, illuminati solo dalla luce delle vie e da una strana energia negativa che mi entra nell’addome.
In strada ci sono i ponteggi per proteggere i pedoni da eventuali pezzi che si staccano. Quindi suppongo che sia accaduto da poco.
Chissà cosa è successo…?
Credo di sapere la risposta ma non mi voglio ascoltare.

Decido che sarei tornata il giorno dopo con la luce.

Continuo a camminare, incrocio le persone e cerco di scorgere il loro sguardo. Cosa avranno visto quegli occhi, cosa avranno vissuto? Cerco di non pensarci, devo trovare l’ostello.

Piano piano mi avvicino al centro e la città si fa più “europea”: luci, cinema, cartelli in caratteri “normali” che indicano il centro città.
Cerco il punto esatto indicato sulla cartina… e trovo solo il parco di un palazzo. Chiedo all’edicola (che poi vende di tutto) sull’angolo, ma dopo aver gentilmente contemplato la cartina per 10 min me la restituisce senza darmi una risposta. Mi dice solo che probabilmente era “più in giù”, da dove ero arrivata.
Zaino in spalla torno indietro… chi cerca, trova, se non vuole dormire in strada.

Mi immaginavo una graziosa casetta in mezzo al verde, trovo un palazzo comunista.
Non ci credo, l’ostello, le cui foto esponevano camere moderne, colorate e luminose si trova dentro ad uno squallido palazzone grigio. Infatti non lo trovavo perchè mai avrei pensato fosse lì.
Una piccola targhetta invisibile al viaggiatore indica che sono nel posto giusto. Suono un minuscolo citofono tra la fila dei 50.
“Meeeeep!”
Si apre la porta, entro in un lungo corridoio buio, il soffitto è altissimo, le pareti bianche, lo erano una volta, forse.
Una freccia mi indica delle scale strette con al centro un lungo buco che fa spazio a quegli ascensori a gabbia con i cavi a vista. Avete presente? Non sò se funziona e non voglio saperlo!

Salgo le strette scale e penso:
Ohhhh, mio Dio! Ora mi rapiscono, mi legano e mi derubano” (nelle migliori delle ipotesi)…
Troverò uomini cattivi che mi faranno parlare a suon di frustate…. pensando che sia una spia italiana mandata dalla NATO.

Questi sono i film che mi faccio salendo i 4 piani di scale… in realtà trovo un ragazzo serbo, giovane e sorridente, molto carino e un altro ospite australiano che sostiene di avermi già visto ad Atene e a Skopje ed ora ci incontramo qua… Sospetto una scusa d’approccio ma poi me lo dimostra dicendomi esattamente quello che stavo facendo
ti ho vista che mangiavi una pesca ad Atene
ed era vero… la pesca comprata dal venditore ambulante, la stavo mangiando seduta in piazza osservando la gente, all’ombra dell’Acropoli… eppure ce ne era di gente!
Gli rispondo che queste cose non accadono per caso e se dovesse succedere ancora, siamo d’accordo che ci siederemo a discuterne seriamente…

L’ostello è un piccolo appartamento accogliente e colorato, con una grande sala arredata di comodi divani, mega TV e almeno 500 DVD, illuminato artificialmente a giorno, 3 camere da letto, 2 bagni ed una cucina. Il simpatico ragazzo serbo parla tanto con un ottimo inglese e mi offre da bere, Rakija, mi aspettavo una versione Serba del Raki Turco, dell’ Ouzo greco, della Rakija Macedone, della dell’aguardiente colombiana e della Sanbuca Italiana. Invece sorprendentemente non era all’anice ma una grappa ricavata dalla distillazione di qualche frutto. Accetto, mi rilasso e mi sento meglio.

Vorrei chiedergli di quei palazzi che ho visto ma il rispetto prevale sulla curiosità. Inoltre temo di fare brutte figure, vista la mia ignoranza in materia.
Poi, dopo un pò arriva anche una ragazza Kossovara che vive nell’enclave Serba, cioè una Serba in Kossovo e non si sa mai come la gente possa reagire ad argomenti così delicati ed attuali che li coivolgono direttamente. (vedi Greci con Macedonia)

Il pensiero mi assilla, allora il giorno dopo ricercando in internet, risulta che Belgrado è stata bombardata nel 1999… non ho più dubbi.

Mi rilasso…. mi faccio una doccia per lavare via il profumo del treno e decido di uscire a vedere il centro e scaricare un po’ d’adrenalina!
La città è bella e moderna, una luminosa via pedonale piena di negozi, bar e venditori ambulanti di pop-corn (uno ogni 20mt) con una storia abbastanza frastagliata porta fino alla fortezza che domina la confuenza di due grandi fiumi: Il Danubio e il Sava.
Il giorno dopo, stufa della città, cammino una decina di Km lungo il fiume, fino a Zemun, un centro residenziale molto carino e animato. Il giorno dopo ancora, mi allungo fino a Novi Sad, una piccola cittadina, sempre lungo il Danubio.

Vedi tutte le foto in Serbia

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PILLOLE ed impressioni:

  • Moneta: Denaro Serbo. 1 EURO = 117 RSD
  • Ma quanti Pop Corn mangiano i serbi?
  • Cucina a base prevalentemente di carne con ottimi prezzi.
  • Se il semaforo è rosso è rosso, i pedoni non passano anche se non si vedono macchine nell’arco di un km.
  • Non prendere i Treni, usare i bus per le lunghe distanze.
    Maledetta me che ho deciso di percorrere il tragitto Skopje (Macedonia) – Belgrado di giorno, potevo benissimo prendere un treno notturno, dormire sui sedili e non far caso allo squallore dei vagoni, alla sporcizia, alle poco socievoli persone che viaggiano in treno e al monotono paesaggio dell’entroterra serbo.
    Meglio viaggiare in Bus” mi dicono i serbi… eh grazie, adesso lo so!
  • Il treno Milano Garibaldi-Luino supera di gran lunga lo squallore e la sporcizia dei treni Macedoni-Serbi
  • I Serbi, nonostante la nostra posizione a favore dell´indipendenza del Kosovo, non ce l’hanno con noi, anzi amano il nostro paese e la sua cultura.
  • il Kosovo, il 10 settembre 2012 (3 giorni fa!!!), ha acquistato la piena sovranita’, dopo 4 anni dalla AUTOproclamazione di indipendenza. Belgrado concede, i nord kossovari Serbi, no!
  • Sono giorni che leggo e guardo video riguardo la situazione serbo-kosovara. Le versioni dei fatti sono contrastanti… la storia Jugoslava è troppo difficile ed articolata per una mente semplice come la mia… Certo un’idea me la sono fatta ma credo che difficilmente arriverò ad avere una versione neutra e chiara dei fatti. Ben vengano se ce li avete voi.
  • Sapevate che in Kosovo usano gli Euro?
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    2 commenti su “Impressioni Serbe”

    1. e gli aerei partivano anche da Istrana e facevano tremare le finestre della mia casa a Selva Del Montello.
      Guardavo fuori nella notte e non vedeva ma sentivo gli aerei andare in Serbia a buttare le bombe.
      Era il 1999.

    2. Mamma mia, mi hai fatto venire i brividi…
      Noi, nel nord-ovest dell’Italia, ci sentiamo così lontani… perchè non vediamo, non sentiamo. Mi sono resa conto in questo viaggio di quanto invece siamo vicini.

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