I need KISS

Non vi sto dicendo una novità, semplicemente nel mio ultimo viaggio in Sud America ne ho avuto la conferma: l‘italiano non viaggia!
… o perlomeno, non viaggia con lo zaino!
In 5 mesi, tra Colombia, Equador, Perù e Bolivia, ho incontrato un solo connazionale che stava concludendo il suo giro attorno al mondo (tra l’altro anche molto simpatico e carino), i pochi altri erano o vacanzieri o residenti.

Spesso mi sono chiesta il motivo per il quale l’italiano, rispetto alle altre nazionalità del mondo, rinuncia ad una così importante esperienza della vita: la scoperta di altri popoli e culture.

Ci si potrebbe soffermare a lungo su questo tema, io ora la semplifico così:
colpa delle bollette.
Bollette da intendere come debiti: del mutuo, della macchina ma anche semplicemente dell’affitto, della luce, del gas, Sky, palestra, etc… Chi più ne ha, più ne metta.

Ci si fa incastrare in un circolo, dal quale é difficile uscirne e non permette di coltivare le proprie passoni, di viaggiare, di essere libero! Diciamo, questo post é rivolto a coloro i quali vorrebbero viaggiare ma non lo fanno, perchè pensano di non poterlo fare. (Prendo di mira il “viaggiare” perché é il tema centrale di questo blog ed é la mia passione ma é solo un esempio)

Come si può partire quando alla fine di ogni mese si hanno una serie di pagamenti da saldare, con contratti che durano mesi, magari anni…? Come si può lasciare tutto e andarsene? Impossibile!

In realtà io la soluzione ce l’ho!
La soluzione é K.I.S.S.! Keep it simple stupid! La vita.

KISS é un acronimo usato in design ed in informatica, per riuscire ad avere una maggiore efficenza, rispettivamente nel codice e nello stile. Io lo uso per la mia vita!
Mantenere la mia vita semplice é l’unico modo per sentimi veramente libera. Tutto ciò che implica un impegno maggiore di qualche mese, mi soffoca… mi fa paura!

Le persone pensano che io non faccia niente, che sia una hippy mantenuta dai miei genitori! In realtà semplicemente non voglio farmi imprigionare dalla società ed inseguo i miei sogni. E guarda un pò, inseguendo i miei sogni riesco a mantenermi.
Nella mia vita, i miei genitori non mi hanno mai dato più del minimo indispensabile, materialmente parlando. Ho ricevuto però tanto amore e attenzioni.
Da bambina ereditavo tutto dai miei fratelli maggiori, dai tempi delle medie mi pago le scarpe da sola. La mia prima BMX, poi il motorino e la prima macchina me li sono pagata con i risparmi di lunghe estati a lavorare dal mitico Armando!
E probabilmente per questo, ho imparato ad apprezzare ogni piccolezza della vita.

In seguito, entrando nel mondo del lavoro, ho rischiato anch’io di oltrepassare la “soglia” e di essere imprigionata dalle bollette. Ma per fortuna da bambina ho picchiato la testa (cit) e le cellule danneggiate del mio cervello mi hanno fermato, fatto mollare tutto e partire in tempo. Fiuuuuuu!

Lo ammetto, all’inizio é stata dura, soprattutto abituarsi a stare sola… ed ora, il “stare sola”, è quella cosa a cui proprio oggi, troppo spesso non riesco a rinunciare.
Ho capito fin troppo bene quanto la libertà sia importante, l’ho capito talmente bene che i miei progetti futuri non superano i 6 mesi. A volte é difficile, soprattutto quando si é in Italia e piove per settimane intere. Quando sono triste mi é difficile relazionarmi con gli altri ma poi basta un giorno di sole per ringraziare tutte le scelte prese, ringraziare di essere in questo posto fantastico che é il lago maggiore e pensare che in ogni momento, nel giro di poco tempo, posso prendere lo zainetto ed andarmene… viaggiare! Non faccio caso alle battute maligne e alla gente ignorante. Tutto mi passa indifferente.

I need KISS, in tutti i sensi ma ora intendo: La vita!

Posto l’ultimo video del mio viaggio nella foresta amazzonica, non solo per le immagini che mostrano i bisogni della vita ridotti ai minimi termini ma soprattutto per la canzone di Eddie Wedder – Society: esprime esattamente ciò che dico nel post.

Quindi
Keep it simple, Stupid! 😉

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4 commenti su “I need KISS”

  1. Non è questione di bollette, quelle le devono pagare anche gli altri e spesso molto più salate delle nostre. E anche la crisi economica non può essere certo un buon motivo per fermare chi vuole veramente viaggiare. Anzi il più delle volte è un pretesto, visto che chi viaggia in paesi non sviluppati sa che la spesa è realmente irrisoria ( io spendo molto meno a passare l’inverno in viaggio che a stare a casa ).
    Per me è semplicemente un fatto culturale, in Italia ormai il “viaggio”, soprattutto per i giovani, significa “vacanza”, una settimana a Sharm o a Cuba, e non ha più niente a che fare con il viaggio vero alla scoperta del mondo ( e di se stessi ). In questi ultimi 15/20 anni le nuove generazioni in Italia sono state cresciute con il mito dell’ignoranza, e quindi i nostri ragazzi non capiscono per esempio perché dovrebbero perdere tempo a farsi il “gap year” che molti negli altri paesi fanno.
    E pensare che 20 anni fa andavi in Asia e beccavi un sacco di italiani, tutti viaggiatori cazzutissimi, mentre adesso sono quasi una razza in via di estinzione. Pochissimi oggi anche gli americani ( ovviamente in proporzione agli abitanti ). Onestamente però pensavo che in Sudamerica ce ne fossero un po’ di più.
    L’unica cosa positiva è che quei pochi italiani che viaggiano zaino in spalla sono quasi sempre molto rispettati, è una cosa che ho sentito in varie parti del mondo, mentre invece altri si portano dietro l’etichetta di piantagrane e ubriaconi ( soprattutto inglesi e israeliani ).

  2. Ciao Fab,
    sono completamene d’accordo con te sul “piano culturale”, questo lo dimostra il fatto che anche i ragazzi che non hanno “bollette” (inteso come: si fanno debiti spesso inutilmente consumistici) da pagare, non viaggiano! Anzi, spesso si fanno mantenere sia economicamente che socialmente, dai genitori (anche fino a 30 anni), per poi passare nelle mani della moglie. Il loro unico interesse é che la domenica abbia vintola squadra del cuore, di calcio off course.

    A volte però, trascinati dal fiume della vita, rimane incastrato anche chi, in cuor suo non lo vorrebbe. Lo scopo della vita, per vivere felice, é riuscire ad uscirne, riuscire a cambiare. Vivere semplice, meno materialista. Ed é allora che si ha tempo, spazio e soldi per poter coltivare i propri interessi. Nel nostro caso viaggiare.

    Dunque il discorso KISS, lo facevo per me dicendo
    I keep it simple stupid

    e per gli altri, dicendo
    Keep it simple, stupid!

  3. 🙄
    la vida es como uno se lo hace! facil o dificil.
    puedes sentirte sola pero nunca dejes de sentirte libre.
    mi niña, tu si sabes!
    💡
    me gusta KISS

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