Archivio per la Categoria “Vita”

Negli ultimi mesi mi sono avvicinata particolarmente al mondo spirituale e soprannaturale. La gente é portata a credere solo a ciò che vede ed é provabile scientificamente. In realtà mi rendo conto che, seppur denigrato, l’argomento intriga, appassiona ed interessa.

Quasi per scherzo e in maniera provocatoria, negli ultimi giorni mi avete sentito parlare di fantasmi e di extraterrestri… pensando che sono diventata pazza.
Perchè se dico che credo in Dio non mi prendete per pazza? Non é la stessa cosa?
Ah no! Dio, pur essendo scientificamente NON provabile, é stato approvato dalla massa e tramandato nel corso dei secoli. Come se la vecchiaia e la massa credente giustificasse una pazzia generale a livello mondiale.
Come sempre il popolo é persuaso a seguire la massa, in questo caso la persuasione si chiama Religione.

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Uh, mi accorgo solo adesso che é da giugno che non scrivo più sul blog… se dico che mi manca il tempo non mi credete, vero?
Ok, come un paradosso, é proprio quando si viaggia, quando la vita é intensa e il tempo scarso che ci si ritaglia angoli più assurdi per se stessi. In Sud America non dormivo pur di scrivere un articolo, per poter immortalare le innumerevoli emozioni e avvenimenti e vi assicuro che la scrittura non é una delle mie migliori doti o passioni, non mi risulta assolutamente facile e naturale, ho bisogno di parecchio tempo per cercare di essere perlomeno comprensibile.

Oggi, rileggendo i miei vecchi post mi accorgo … continua a leggere

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Non vi sto dicendo una novità, semplicemente nel mio ultimo viaggio in Sud America ne ho avuto la conferma: l‘italiano non viaggia!
… o perlomeno, non viaggia con lo zaino!
In 5 mesi, tra Colombia, Equador, Perù e Bolivia, ho incontrato un solo connazionale che stava concludendo il suo giro attorno al mondo (tra l’altro anche molto simpatico e carino), i pochi altri erano o vacanzieri o residenti.
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INVERNO O ESTATE
Canoa 15.02.2011
E’ inverno qua sulla costa pacifica a sud dell’equatore …. se penso logicamente siamo, anche se per pochi km, nell’emisfero australe, quindi dovrebbe essere estate… mhh, tra la gente c’è un po’ di confusione a proposito…
In realtà in Ecuador non esistono le stagioni come da noi ma solo stagione umida e stagione secca. Febbraio é la stagione della pioggia, quindi é inverno. Punto.

LA BIMBA
Canoa 16.02.2011
Sono qua, comodamente seduta nella open-air reception dell’albergo dove siamo alloggiate io e Alex, riparata solo da un tetto di paglia. Piove forte, anzi diluvia!
Stanotte sono stata svegliata da una goccia d’acqua che mi cadeva sul viso ad una intermittenza di 5 sec. Senza fare troppe storie, semplicemente mi sono spostata e ho continuato a dormire. Per fortuna sopra le nostre teste c’era un altro piano ed infatti durante la notte ho sentito gridare e scappare gli inquilini. Non credo sia bello svegliarsi nel pieno della notte con il letto allagato.
Oggi quindi cambiamo e ci sposteremo in un altro albergo in riva al mare, tra l’altro più economico e con WIFI in camera.

Hotel in Canoa, Ecuador

La nostra casa in un hotel in Canoa, Ecuador

Mentre aspetto Alex, in attesa di andarcene, osservo una ragazzina di circa 14-15 anni che culla un neonato sull’amaca. E’ suo figlio… qua é normale! Dopo un po’ arriva una signora sui 55 anni, credo sia la nonna della ragazzina e la bis nonna del neonato. Discutono animatamente. Il bimbo le guarda silenzioso muovendo gli occhi al ritmo del dondolio dell’amaca. Diluvia… ma fa caldo. Osservo le gocce che si staccano dalle foglie palma del tetto … ascolto la pioggia e rimango assorta nei miei pensieri!

L’ESSENZIALE
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa, una piccola località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador. Un perfetto compromesso tra tranquillità e fiesta, local e turisti, sole e nuvole, sport e relax e finalmente sembrerebbe un posto sicuro… quasi surreale, dove il tramonto che toglie il respiro, la spiaggia chilometrica, le stradine sterrate, i baretti sulla spiaggia e i prezzi economici, fanno apparire questo paesino il paradiso sulla terra.
Per vivere… un costume, un pareo, buona compagnia e l’equivalente di 5 euro in tasca sono sufficienti. Le infradito sono solo un disturbo inutile. Off course, una connessione internet e il mio portatile. Stop. Non mi serve altro e sono una delle persone più felice al mondo.

Io Alex in Canoa, Ecuador

La vita sulla costa in Ecuador

CHIQUIRINGA
Canoa 22.02.2011
I ragazzi, tutti surfisti (l’unica cosa che si può fare qua), tengono il monopolio e il controllo della spiaggia. Sorvegliano tutti i movimenti. Per loro, le poche turiste che arrivano sono un diversivo, una distrazione alla loro vita spesso difficile. Si buttano senza paura o timidezza ed ammetto che alcuni ci sanno fare, aiutati dai loro corpi statuari scolpiti dalle onde del mare e il fascino tropicale. Capaci di far sentire la più racchia della europea, una fata! Attratti dalla diversità, bisognosi di uno scambio culturale e chissà forse anche dal sogno di poter scappare dal loro paese…. dal loro paradiso!
Chiquiringa (chiquita-gringa ovvero piccola straniera) così mi chiamano amorevolmente. Così mi sento in questi giorni, un angelo … la ragazza più bella del mondo … ma nello stesso tempo la più vecchia.
Purtroppo ci separa a volte la mentalità ed spesso un’ età troppo distante. L’età media non supera 23 anni !
Una differenza, per quanto mi riguarda, poco interessante e che al contrario, mi deprime alquanto.
Quindi torno alla realtà: mi rendo di non essere così bella … mi rendo conto di non essere così vecchia!

PILLOLE SURFISTE PERSONALI
- Surfeare sopra una ola é la sensazione più bella al mondo!
Surfeare sotto una ola é decisamente la sensazione più brutta al mondo!

(ma sempre meglio che stare in ufficio)

-Long board: easy surf, eavy paddle. Short board: easy paddle, eavy surf.
Ma non esiste una funivia che ti porta al point-break?

- L’acqua salata non é buona da bere!

- Surferare, o meglio, stare in mare con la tavola durante il tramonto non ha prezzo!

Tramonto in  Ecuador

Tramonto in Canoa

SUPER STARS PER UN GIORNO
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa una piccola sonnolenta località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador.
Durante la settimana ci sono poche persone: gli abitanti, una ventina di surfisti ed alcuni turisti. L’ambiente é rilassato e la spiaggia chilometrica sembra essere riservata tutta per noi.
Non chiedetemi che giorno é oggi. Oramai ho perso il senso del tempo e per la ora mi regolo in base al sole.
Ma quando arriva il Weekend a Canoa ci si accorge… eccome!
Il fine settimana il paese si trasforma nella Rimini Ecuadoriana invasa da cittadini Ecuadoriani, una pazzia incredibile.

Vi racconto che cosa mi é successo questo fine settimana:
Premessa – non me la sto tirando, voglio solo rendervi partecipi a ciò che ci é successo perchè mi sembra assurda anche a me. Troppo assurda!

Cronaca:
E’ domenica, sono seduta al tavolo del mio ufficio, (il tavolo del bar dell’albergo 5* a 5 euro a notte) sorseggiando l’unico caffè non istantaneo di tutta Canoa (un lusso). Osservo incredula l’afflusso di persone che si riversano in spiaggia, la musica proveniente dai baretti aiuta a creare l’atmosfera festaiola, la marea scende come per creare in spiaggia lo spazio necessario.
Osservare la gente é uno dei miei passatempi preferiti. Lo spettacolo mi affascina.

La gente in spiaggia, Ecuador

Gli ecuadoriani adorano sotterrarsi con la sabbia… no comment!

Dopo circa un’ ora decido di andare in spiaggia anche io a godermi il sole, trovo un fazzoletto libero dove piazzarmi. Dopo un po’ mi raggiunge anche Alex.
Ecco che improvvisamente da osservatrice, divento l’osservata, anzi le osservate!
Sembra che i cittadini Ecuadoriani (la maggior parte arriva da Guayaquil, la città più popolosa dell’Ecuador) non abbiano mai visto due ragazze straniere in vita loro. Dopo un attimo di titubazione inizia una assurda processione per fotografarsi con noi. Ci sentiamo una attrazione da circo! Uomini, famiglie, bambini che vogliono una foto con “Las Rubias” (le bionde) Porc… Addirittura un ragazzo ci ha chiesto se siamo delle Stars del cinema…. ahahah. Uff, non ridete troppo per favore, lo sò… sembra una barzelletta.
Per divertirci un po’ a volte mentiamo sulla nostra vera provenienza. Io la prendo sul ridere, Alex alla fine é più scocciata!
Uff, che fatica essere delle star! Non hai più la tua privacy! ;)

PESCE FRITTO E CIOCCOLATO
Canoa 19.02.2011
Il sabato mattina precedente stavo cercando di lavorare al mio progetto appartamenti sul lago maggiore nel mio favoloso ufficio/bar.
Il mio ufficio in Canoa, Ecuador

Il mio ufficio al mare
. Purtroppo la corrente o semplicemente la connessione viene spesso a mancare ed allora decido di leggere il mio libro. Due benestanti ragazzi ecuadoriani di fianco a me sono già in marcia bevendo birra alle 10 di mattina, giusto per combattere gli effetti alcolici della sera prima. Insomma, cominciano a parlare del più e del meno. Uno si occupa di auto… di rally… di corse illegali. Mi racconta un pò di storie avvincenti, inseguimenti della polizia, etc, come capita spesso qua in Sudamerica.
Vuoi una birra?” Mi chiede uno
No gracias” rispondo con una certa sicurezza. Ho appena bevuto il mio cafè con leche!
Continuiamo a parlare, Alex si unisce… I ragazzi seguono a suon di Cocktail (il nostro é un hotel Vip).
Allora, cosa bevi adesso?” mi chiede uno dopo mezzoretta.
Bueno, un Jugo natural de Pina, gracias” (un succo di ananas) rispondo, per non essere troppo antipatica e asociale.
Mi guardano quasi seccati della mia decisione astemia.
Arrivano le 12.30 … i ragazzi continuano a bere superalcolici e perfortuna per loro ordinano da mangiare. Mi allontano 10 min e quando torno vedo che stanno mangiando pesce fritto con salsa di cioccolato come se fosse Kechup, avete presente quella che si mette sul gelato?
Prova, es muy rico” (assaggia é molto buono) mi dicono.
Io, disgustata senza farlo notare Rispondo “No gracias, no tengo hambre” (grazie non ho fame)
Ohhh Lucia, tu me sorprende!” mi dice il ragazzo dopo i miei numerosi rifiuti!
Uff… io lo sorprendo!
Per quanto ci provi, a volte mi riesce difficile integrarmi ad una cultura.

IL VIAGGIO IN BUS
CANOA 17.02.2011
Il viaggio in bus non é un semplice spostamento per raggiungere un altra località, bensì una vera e propria avventura, una delle parti più interessanti del viaggio.
La sola azione di prendere un bus é un’ esperienza ogni volta unica. In Colombia per esempio i Bus partono in continuazione, c’è molta concorrenza tra le compagnie, gli addetti si mettono in strada per essere i primi a recuperare passeggeri. Non abbiamo quasi mai dovuto aspettare la partenza del bus, anzi il più delle volte siamo dovute salire correndo.
Spesso proprio questa fretta e concorrenza ci ha permesso di trattare il prezzo, anche se molto probabilmente i soldi se li intascava in nero il conducente, mah! Ma va bene così…. noi il prezzo basso, loro qualche soldino in più da aggiungere alla paga da fame.

In Ecuador mi sembra che tutto funzioni più o meno regolarmente anche se le emozioni non mancano.
Dopo avervi raccontato della mia esperienza in Colombia, documentata nel video presente nel post Colombia Adios , un’altra esperienza interessante l’abbiamo avuta nel tratto costiero dell’Ecuador tra Atacames e Canoa, la ruta del Sol.

Le due località distano solo circa 100 km ma il collegamento é scomodo perchè bisogna cambiare il bus ben 2 volte.
Dopo il primo cambio e la seconda tratta percorsa, per l’ultima ora di viaggio abbiamo preso una mitica Chiva, i coloratissimi bus tradizionali, senza porte e finestre, con solo delle panche per sedersi. Fantastico!
Arriveremo a destinazione?” mi chiede Alex appena partite.
Seguro! questi bus sono dei carroarmati” Rispondo io
Come non detto, dopo circa 20 min di viaggio un brutto rumore pone fine al viaggio.
Non mi intendo di motori ma giudicare dall’acqua che perdeva, credo si sia rotto il radiatore.
Opppsss, e ora? Ci restituiscono metà dei soldi del biglietto ed arrivederci…. :S

Niente paura, il trasporto non é un problema da queste parti. I bus di linea passano costantemente e si possono fermare ovunque. Ma quando?
Ok tranquille ci mettiamo ad aspettare sul bordo della strada in compagnia degli altri malcapitati che sembrano abituati ad avvenimenti del genere. Neanche 5 min e un pick up ci carica tutti sul furgone insieme alle banane, chiedendoci lo stesso prezzo del bus. Ehehe
Una esperienza interessante! :D
Ecco il video!

IL MONDO E’ PICCOLO
Canoa 16.02.2011
Dopo che Alex é stata derubata in Colombia tutto si é risolto per il meglio:
passaporto provvisorio é stato rifatto all’ambasciata austriaca di Bogotà ed
il bancomat é già in Perù da un suo amico. Presto andremo a recuperarlo.
Per ora le presto io i soldi che mi restituirà con gli interessi o in cambio di lavori forzati di traduzione in tedesco al mio sito sul lago Maggiore… :) Vedremo! Per il resto sono solo beni materiali. Il PC ce lo dividiamo.

L’altro giorno Alex stava guardando le sue mail quando la sento gridare in lontananza.
Que pasa Alex???” Le chiedo spaventata…. con lei non ci si annoia mai! :)
Corro da lei che mi guarda senza respiro…
Non ci crederete. Vi ricordate di G., il nostro compagno di viaggio in Colombia?
Ci ha scritto una mail. “Sono a Canoa per 3 giorni, voi dove siete?

Il mondo é piccolo… ma un villaggio come Canoa può essere molto, molto grande! ;)

SURF SEXO DROGA E REAGGAETON
Canoa 25.02.2011
Questa é il ritmo costante della vita locale nella playa ecuadoriana. Due settimane tra Atacames e Canoa, rispettivamente 3 e 12 giorni. Amata, odiata, amata, amata, amata… Canoa é stato un turbine di esperienze ed emozioni… amicizie e discussioni che fanno crescere, soprattutto una campagnola come me! Un impatto piuttosto forte veder girare cocaina come se fosse marijuana (e quest’ultima quasi inesistente a confronto).
In Colombia non ne ho vista tanta tra la gente locale, nonostante il prezzo sia la metà che in Ecuador… o forse in Cali, come dice Pietro la situazione é diversa che nel resto della Colombia. O forse posso solo confrontare le mie esperienze. Insomma per i ragazzi che ho incontrato e frequentato, ho avuto questa impressione.

L’impatto sulla costa é stato difficile, la gente vive all’insegna della trasgressione… tutta la vita! E anche se al principio mi disturbava essere trattata come la turistella gringa con la quale tutti ci provano, ho presto imparato a trattare la situazione ed ammetto che alla fine, io ed Alex, ce ne siamo andate da Canoa con una lacrimuccia sulla guancia.
Lasciamo un posto stupendo, lasciamo il sole, lasciamo persone che alla fine si sono rilevate buoni amici ma soprattutto lasciamo il surf…. porc proprio oggi che sono riuscita a surfare una “ola” senza schiuma! Di questo passo imparerò a surfeare a 52 anni!
Va bhe, una scusa per tornare. Per adesso… premo quel pulsantino a cui é sempre difficile accedere “RESET” e si ricomincia per nuove avventure.
Selva ecuadoriana arriviamo! :)

Amici surfisti, Ecuador

Amici surfisti in Canoa

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Stanotte non riuscendo a dormire, probabilmente per la stanchezza mischiata alle mille emozioni e pensieri di questo periodo, mi é capitato di riflettere molto.
Pensieri alimentati forse anche dalle letture attuali.

In particolare mi sono soffermata su questo punto:
La reazione della gente riguardo alla mia decisione di lasciare il lavoro.

Vi rendo partecipi, mi sembra divertente. :)

- Genesi comportamentale – D= decisione o fase; C= commenti

D 1- Tornare in Italia e cercarmi un lavoro (circa 1 anno e mezzo fa).
C: Farai fatica a trovarlo, c’é crisi. Dovevi tenertelo invece che andartene!

D2- Lavorare in ufficio
C: Allora, ora che lavori, vuoi cambiarlo quel rottame di macchina o no? Spendili sti soldi, cosa lavori a fare?

D3- Comunicazione ufficiosa di lasciare il lavoro
C: Mah siiii, non lo farai mai!

D4- Comunicazione ufficiale di lasciare il lavoro
C: Tu sei scema. Hippy del cavolo. Non hai voglia di fare un ca**o [(**=zz) LdG]!

D5- Un mese dopo le dimissioni e un mese prima di andarmene dall’ufficio.
C: Sisisi, tanto tra tre mesi torni con il tuo zainetto in spalla  a pregare di nuovo di essere assunta.

D6- Fine del lavoro
C: Mah, mi sà che stai facendo la scelta giusta. In bocca al lupo! … ma tanto torni con il tuo zainetto!

D7- 15 giorni dopo
C: Beata te. Ma sai, in fondo noi siamo felici. A volte è dura ma la nostra vita ci piace, il lavoro ci piace, non ci manca niente. Ma tu come stai? “BENE”

D8- 1 mese dopo
C: che palle, il lavoro è un casino, i soliti problemi, sempre peggio. Beata te che sei a casa a fare niente (nota: già!!!) Ma tu come va? “Alla grande :)

D9- Quasi 2 mesi dopo
C: – Ciao come stai?
ahhhh, non ce la facciamo più, che me**a (**=rd). Hai fatto bene. Ti prego parliamone!!!

C’è una persona in particolare che si sentirà presa di mira in questo post.
Ma credo che sia, più o meno, il pensiero di tutti… bhe tutti coloro che hanno avuto modo di conoscermi non solo superficialmente e che quindi suppongo ci tengano almeno un pochino a me e io tengo un pochino di più alle loro opinioni. Queste persone di conseguenza cercano di capire.

Gli altri (il 95%) si fermano al punto 4.:  coloro ai quali sono indifferente, parlano solo perchè non hanno altro da fare. Sono persone infelici, per cui non riescono a sopportare la felicità altrui. Mi sono totalmente indifferenti, anzi ne sorrido e mi fanno un pò pena.

Mi ha stupito l’affermazione di un ragazzo l’altro giorno:
- Ciao Lucia, come stai?
- Bene grazie, molto bene! (E’ una risposta sincera ed io amo ricevere risposte del genere quando lo chiedo a qualcuno, mi mette di buon umore.)
- non é vero! tu non stai bene!
- What?

Ecco, mi ha fatto veramente riflettere questa affermazione. Sono arrivata alla conclusione che la gente che non mi conosce (almeno un pochino. In effetti ammetto che non ce n’é molta) mi vede sola. Vivere sola, etc e pensi che io sia infelice.
In realtà gli infelici sono loro che anche in compagnia non riescono ad esserlo.

Vi rimando ad un pensiero di Buscaglia che condivido pienamente

“La mia felicità sono io, non tu,
non soltanto perchè tu puoi essere fugace,
ma anche perchè tu vuoi che io sia ciò che non sono.
Io non posso essere felice quando cambio
soltanto per soddisfare il tuo egoismo.
E non posso sentirmi felice quando mi critichi
perchè non penso i tuoi pensieri,
e non vedo come vedi tu.
Mi chiami ribelle.
Eppure ogni volta che ho respinto
le tue convinzioni tu ti sei ribellato alle mie.
Io non cerco di plasmare la tua mente.
So che ti sforzi di essere te stesso.
E non posso permettere che tu mi dica cosa devo essere…
Perchè sono impegnata ad essere me.”

Il lavoro (da dipendente intendo) ci riempe la vita, se non ci fosse non sapremmo cosa fare. Ci dice quando svegliarci, quando mangiare, quando tornare a casa, quando incontrare gli amici, quando andare in palestra, quando fare l’amore! Non dobbiamo pensare!
Se non ci fosse il lavoro, ci annoieremmo perchè il nostro modo di vivere non ci insegna a pensare cosa vorremmo se fossimo liberi. Quante volte l’ho sentita quasta frase: io non sono capace di stare a casa senza far niente. Se sto a casa mi annoio! Arg!

-“Siamo tutti schiavi non solo di cio che ci trattiene ma anche e soprattutto della nostra incapacità di sognare!” (S.P.)

Finiamola di dare la colpa al sistema. Il sistema consiglia. La colpa è solo nostra.

Credo che ogni uno nella propria vita debba passare un periodo da solo. Si impara molto, si riflette, si pensa ai propri interessi, li si coltiva, si diventa sinceri con gli altri ma soprattutto con se stessi.
Sono la prima a pensare che non si può vivere una vita in solitudine ma per poter vivere serenamente una relazione, che essa sia amore o amicizia, bisogna avere qualcosa da condividere. Vivere una relazione significa donare e ricevere, a volte più a volte meno.
E cosa doniamo se non abbiamo nulla? se non siamo niente? se siamo insicuri di noi stessi?
Doniamo la nostra insicurezza!
Basiamo la nostra vita sul prossimo! Sono del parere che le relazioni nelle quali solo si prende (o solo si dà), sono destinate a finire presto. E con la parola “dare” non intendo solo affetto ma qualcosa di più concreto, come sapienza, interessi, esperienze. Più si é, più si ha e più la relazione sarà duratura.

“Si può dare soltanto ciò che si ha… e l’unica ragione per avere qualcosa è donarla.” (L.B.)

Tutti viviamo la stessa vita, tutti i giorni, tutti i mesi, tutti gli anni e non abbiamo niente da raccontarci.
No, al momento non ho voglia di uscire per sentire le solite storie e ubriacarmi. Preferisco leggere un buon libro, scrivere e sognare! Sono una sfigata se sto a casa il sabato sera? Questo lo pensano solo le persone sfigate.
Sono libera di uscire il giovedì, la mattina non mi devo alzare alle 7.
La mia solitudine é in realtà una pseudo decisione, un attesa dove cerco di costruire me stessa, portare avanti i miei interessi. .
Per avere anche qualcosa da donare, da raccontare, essere, spero, un pò interessante.

Certo ad un certo punto stare soli si paga… e si paga caro. Bisogna saper bilanciare la cosa e non è facile.

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PS: é bello avere un blog, perchè si possono esprimere le proprie idee senza imporle a nessuno. Concetti che arriveranno solo a chi vorrà leggerli.
Non ho scoperto niente, non sono mie idee ma la penso esattamente così (e non sono la sola, ho scoperto con piacere).
Sarò contenta se vorrete discuterne.

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Ed oggi è la fine…
… la fine del mese, la fine del lavoro in Svizzera, la fine di amicizie che terminano con la promessa di restare in contatto, oggi finirò anche un gran bel libro. Ho tenuto le ultime 3 pagine per stasera, come per chiudere simbolicamente questa fase della mia vita.

Oggi è la fine!
A primo impatto sembra una frase negativa. Non lo é!
Cosi’ come per il senso del viaggio, dove i ricordi piu’ belli sono riposti nella strada che si percorre e non nella meta, questo vale anche per le esperienze della vita, lunghe o corte che siano.
Ripenso a questo ultimo anno ed al cammino per arrivare ad oggi: la definirei sì “La Fine” ma La fine della prima fase: “La fine dell’inizio!

Ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero posta e ne sono orgogliosa ma come un bel viaggio che finisce, sono anche triste. Fa parte del gioco. Si può decidere di non viaggiare più solo per non provare il dolore di lasciare gli amici conosciuti durate il tragitto? certo che no! Perchè le emozioni provate, le esperienze, i posti visitati e l’amicizia stessa, valgono molto di più di quella sofferenza.
I momenti passati, trascorsi durante l’ultimo anno, sono stati positivi, belli… e in quanto tali destinati a finire. Ed è proprio questa Fine che li rende speciali. In fondo, non é La fine l’obiettivo?

In questo momento, nella mia testa, un turbine di emozioni e pensieri stanno facendo le capriole.

Domani non sarà un semplice giorno, domani sarà l’inizio
… l’inizio di un nuovo giorno, di un nuovo mese, di un nuovo lavoro, di una nuova fase della mia vita e di tutti gli obiettivi che ne comporta. Sarà come l’inizio di un nuovo viaggio con tutte le paure ed insicurezze che caratterizzano la partenza per una meta sconosciuta. Sarà l’inizio di un nuovo libro, speriamo sia l’inizio di post più interessanti.

E se il prossimo anno sarà positivo come quello passato… bhe, sarò solo io a deciderlo!

Red Pill, always! :idea:

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