Archivio per la Categoria “riflessioni”
Non vi sto dicendo una novità, semplicemente nel mio ultimo viaggio in Sud America ne ho avuto la conferma: l‘italiano non viaggia!
… o perlomeno, non viaggia con lo zaino!
In 5 mesi, tra Colombia, Equador, Perù e Bolivia, ho incontrato un solo connazionale che stava concludendo il suo giro attorno al mondo (tra l’altro anche molto simpatico e carino), i pochi altri erano o vacanzieri o residenti.
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Scritto da Lucia in Americhe, Curiositá, Diario di viaggio, Ecuador, Filmati, Foto, Non solo Tenerife, Per il Mondo, riflessioni, Vacanze, Viaggio Sud America, Vita
INVERNO O ESTATE
Canoa 15.02.2011
E’ inverno qua sulla costa pacifica a sud dell’equatore …. se penso logicamente siamo, anche se per pochi km, nell’emisfero australe, quindi dovrebbe essere estate… mhh, tra la gente c’è un po’ di confusione a proposito…
In realtà in Ecuador non esistono le stagioni come da noi ma solo stagione umida e stagione secca. Febbraio é la stagione della pioggia, quindi é inverno. Punto.
LA BIMBA
Canoa 16.02.2011
Sono qua, comodamente seduta nella open-air reception dell’albergo
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Mi sento quasi estasiata, la Colombia mi piace ogni giorno di più!
Dopo un mese di viaggio sto iniziando ad inquadrare questo paese, a captarne la frequenza e seguirne la lunghezza d’onda.
Il suo slogan turistico: “Colombia: the only risk is wanting to stay“.
Solo ora comincio davvero a capirlo. Mi rimangono 30 giorni di visto e già non mi sembrano sufficenti…
Situazione di viaggio
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Vi scrivo dalle “Ali Tedesche” (Germanwings Airline), in attesa del decollo. Un volo che mi porterà a Colonia, dove passerò due freddi giorni invernali (domani sono previsti undici gradi sotto zero), come a farmi desiderare più intensamente il caldo.
Va be’, mi consolerò con la mia adorata neve e il Gluehwine (vino caldo speziato) con il fine di scaldarmi tra le magiche bancarelle di Natale, prima di catapultarmi nella tanto sognata estate Sudamericana.
L’aereo é quasi vuoto, sono seduta in coda da sola, chiedendomi il motivo per il quale tutti si accalcano cercando di ottenere i posti davanti…. mah!
Sedersi dietro è più pericoloso in caso di incidente? Non mi sono mai posta il problema… Bho, vorrà dire che se l’aereo cadrà, sarò l’ unica a morire … o forse l’unica a salvarmi, visto che sono vicina all’uscita e nessuno potrà ostacolarmi la fuga. Il vero motivo, probabilmente, é che davanti si sentono meno le turbolenze e arriva prima da mangiare.
Erano le 6.15 stamattina, quando mio padre amorevolmente mi guidava verso il trampolino di lancio. Una mattinata, seppur ancora buia, molto serena e quindi particolarmente fredda. Eravamo gli unici a percorrere la corsia in direzione sud che costeggia il Lago Maggiore … nessun altro a quell’ora, troppo presto!
La luce delle numerose stelle si rifletteva sulla superficie dell’acqua, alimentando i miei pensieri assonnati. Luce però disturbata da quella più intensa e artificiale dei fari delle auto che incrociavamo.
Eh sì, soli verso sud ma un treno infinito di auto verso nord… tantissime, una dietro l’altra. Una processione percorsa velocemente, una processione di frontalieri ritardatari (alle 6.15!!!). Un effetto strano ed emozionante andare controcorrente, si nota il flusso imperterrito all’interno del quale sono stata trasportata per un anno intero ed in passato per 6 lunghi anni. La corrente é forte ma io oramai ho imparato a contrastarla!
Un momento però, il tragitto lungo lago verso il posto di lavoro, che amavo particolarmente… forse il più bello della giornata:
l’ acqua del lago calma e liscia, come solo alla mattina sà essere, rifletteva limpidamente le montagne o la barchetta e la canna di un tranquillo pescatore … i primi raggi del debole sole che filtravano attraverso la foschia mattutina alla foce del fiume Ticino, creavano una luce magica, quasi surreale. Poi, in inverno il riflesso nel lago delle montagne innevate …. uno spettacolo indescrivibile, che mi manca molto! A volte mi fermavo per ammirare tale bellezza a scapito della mia puntualità.
Mi faceva cominciare bene la giornata ma solo poche volte da quando ho smesso di lavorare, sono riuscita a combattere la pigrizia per godermi comunque lo spettacolo… purtroppo.
Sono sicura che il 90 % dei frontalieri guidano freneticamente al lavoro non “vedendo” ciò che la natura ci dona. Come del resto non vedevano i miei colleghi. Dopo la terza volta che entrando in ufficio, come una ragazzina innamorata dissi estasiata <<Avete visto che spettacolo stamattina?>> senza ottenere risposta o ignorata con una smorfia, decisi di tenere tutto per me. Triste… ( ma vi voglio bene lo stesso, lo sapete )
Tornando a stamattina…
immersa nei miei pensieri ad un certo punto, in un rettilinio, vengo risvegliata di sopprassalto dal rischio di un frontale con una macchina uscita in sorpasso.
<<L’ho sempre detto io che andare a lavorare é pericoloso>> dico, con un filo di soddisfazione e provocazione a mio padre, intento a riprendersi dallo shock! Mi guarda e abbozza una smorfia.
Lui, silenzioso ma sofferente alle mie decisioni.
Eh sì, traffico intenso, veloce…. troppo veloce, frenetico, stressato, imperterrito che si ripete giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno…. verso la Svizzera, la santa Svizzera capace di soddisfare, per una vita intera, i desideri materiali più profondi … ed io, che mi muovo in direzione opposta, mi allontano da quella stessa Svizzera che ho utilizzato, sì per soddisfare un bisogno materiale, ma solo quello necessario a conseguire i miei sogni spirituali più profondi.
Niente di più simbolico e azzeccato poteva rappresentare l’inizio del mio viaggio!
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che venire sul mio sito???
Inspiegabile!
In questo periodo www.per-il-mondo.it supera abbondantemente i 500 visitatori al giorno! qualche mese fa viaggiava sui 300, con picchi che arrivavano anche ai 450, una volta 500. Adesso é già una settimana che i 500 sono la norma.
Mi godo questo momento perchè non sò quanto durerà!
Per-il-mondo… come una donna capricciosa: più la trascuri, maltratti e più ti ama.
Sta ripagando questa ignara ed inesperta autodidatta, che quasi non sapeva come accendere un PC (la sottoscritta), delle tantissime ore di lavoro spese nel creare e ricreare quel… ehm sito (?).
Lo sò, lo sò… chi se ne intende sà benissimo che non é bello, non ha grafica, sono solo 4 vecchissime righe di html messe in croce… un pò di php scopiazzato e adattato senza averlo mai realmente capito (quello sò fare se mi impegno: adattare) una pagina disegnata scrivendo il codice riga per riga.
Come mai tante visite? bha, forse è proprio quello che piace a google, non é un sito fatto con lo stampino, come ce ne sono tanti in giro (Un template, un pò di testo e via…), ogni pagina é diversa dall’altra. O forse, per capire dovrei sapere come funziona la SEO (ottimizzazione del sito per i motori di ricerca)… non lo sò, chiedetelo a google! sarà che mi vuole bene.
Mi piace pensare che forse google non é solo un insieme di freddi algoritmi matematici… google si é evoluto, riesce a valutare anche l’amore che ci si mette nel crearlo.
PRL (page rank love)
Mi piace paragonare il sito ad una donna. Per-il-mondo non é gnocca, non é arrivata al successo (eh sì lo considero un piccolo successo) per la sua bellezza o per raccomandazioni pagando in natura (adwords) il capo (google). No, niente di tutto questo, per-il-mondo é vergine, pura e sta scalando la cima verso il successo in modo del tutto naturale, per le sue doti, in silenzio (é al primo campo base).
Eheheh, forse esagero ma si sà, ogni scarrafone é bello a mamma sua, o no?
E poi la soddisfazione di dire, “l’ho fatta io con le mie mani” senza l’aiuto di nessuno (o poco in caso di difficoltà) è impagabile.
Insomma una piccola soddisfazione della mia umile vita… Per cosa poi? Non ci guadagno niente, hotel e appartamenti di vacanza non portano quasi niente … ecco dovrei lavorarci in conversione ma in realtà non mi é mai interessato molto (per quello ho altri progetti più realistici), anzi quasi quasi li tolgo.
Solo un pò di pubblicità mi regala, in media, un paio di eurini al giorno, che accumulati nel corso di 2 anni, hanno raccolto un bel gruzzoletto… e continua a regalarmeli senza più lavorarci. (bene, se volete aiutarmi sapete come fare )
Il mio bimbo cresce e sembra che dica: “Mamma vai, viaggia! Toh un po’ di soldini, pagati il biglietto aereo!”

Ecco come vedete dall’ immagine sopra, ieri 02 Novembre 2010 la pagina ha ufficialmente raggiunto un nuovo record. 549 visite (mancavano 5 min a mezzanotte, per quello ne vedete 545)!!! WOW!
Devo stare attenta a quello che scrivo allora… e soprattutto devo mettere i contatti falsi, non si sa mai che qualche forza dell’ordine mi venga a cercare dopo aver scoperto i miei traffici illeciti !
A volte mi riesce difficile rendermi conto che tanta gente vede le mie pagine e legge i post del Blog.
Sarà forse perchè, solo una piccola percentuale dei visitatori lascia traccia del suo passaggio? La maggior parte di voi rimane dietro le quinte. Lo faccio spesso anche io quando visito altre belle pagine, raramente lascio commenti ma sò benissimo come, a qualunque blogger, faccia piacere il “commentino”
Vi invito quindi, se vi và, ad esprimere la vostra opinione positiva o negativa che sia, ai miei prossimi articoli.
Mi va bene anche: “ hai finito di sparare cazzate, torna a lavorare, barbun!”
Insomma, non potete essere tutti d’accordo con me o no? Va bhe giusto, ne lasciate già tanti, non mi lamento… continuate così allora
Ogni commento é uno stimolo per continuare, soprattutto adesso che sono pronta per una nuova avventura! Siete la benzina Super power plus 120 ottani!
Ecco mi sono sfogata e vi ho reso partecipi della scalata verso il successo, ahahah. Ok la smetto!
Niente, solo un post veloce solo per esprimere il mio stupore e ringraziarvi per la visita.
Dunque, siete curiosi di sapere la mia prossima meta? Seguitemi allora!
Ciao
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Stanotte non riuscendo a dormire, probabilmente per la stanchezza mischiata alle mille emozioni e pensieri di questo periodo, mi é capitato di riflettere molto.
Pensieri alimentati forse anche dalle letture attuali.
In particolare mi sono soffermata su questo punto:
La reazione della gente riguardo alla mia decisione di lasciare il lavoro.
Vi rendo partecipi, mi sembra divertente.
- Genesi comportamentale – D= decisione o fase; C= commenti
D 1- Tornare in Italia e cercarmi un lavoro (circa 1 anno e mezzo fa).
C: Farai fatica a trovarlo, c’é crisi. Dovevi tenertelo invece che andartene!
D2- Lavorare in ufficio
C: Allora, ora che lavori, vuoi cambiarlo quel rottame di macchina o no? Spendili sti soldi, cosa lavori a fare?
D3- Comunicazione ufficiosa di lasciare il lavoro
C: Mah siiii, non lo farai mai!
D4- Comunicazione ufficiale di lasciare il lavoro
C: Tu sei scema. Hippy del cavolo. Non hai voglia di fare un ca**o [(**=zz) LdG]!
D5- Un mese dopo le dimissioni e un mese prima di andarmene dall’ufficio.
C: Sisisi, tanto tra tre mesi torni con il tuo zainetto in spalla a pregare di nuovo di essere assunta.
D6- Fine del lavoro
C: Mah, mi sà che stai facendo la scelta giusta. In bocca al lupo! … ma tanto torni con il tuo zainetto!
D7- 15 giorni dopo
C: Beata te. Ma sai, in fondo noi siamo felici. A volte è dura ma la nostra vita ci piace, il lavoro ci piace, non ci manca niente. Ma tu come stai? “BENE”
D8- 1 mese dopo
C: che palle, il lavoro è un casino, i soliti problemi, sempre peggio. Beata te che sei a casa a fare niente (nota: già!!!) Ma tu come va? “Alla grande ”
D9- Quasi 2 mesi dopo
C: – Ciao come stai?
ahhhh, non ce la facciamo più, che me**a (**=rd). Hai fatto bene. Ti prego parliamone!!!
C’è una persona in particolare che si sentirà presa di mira in questo post.
Ma credo che sia, più o meno, il pensiero di tutti… bhe tutti coloro che hanno avuto modo di conoscermi non solo superficialmente e che quindi suppongo ci tengano almeno un pochino a me e io tengo un pochino di più alle loro opinioni. Queste persone di conseguenza cercano di capire.
Gli altri (il 95%) si fermano al punto 4.: coloro ai quali sono indifferente, parlano solo perchè non hanno altro da fare. Sono persone infelici, per cui non riescono a sopportare la felicità altrui. Mi sono totalmente indifferenti, anzi ne sorrido e mi fanno un pò pena.
Mi ha stupito l’affermazione di un ragazzo l’altro giorno:
- Ciao Lucia, come stai?
- Bene grazie, molto bene! (E’ una risposta sincera ed io amo ricevere risposte del genere quando lo chiedo a qualcuno, mi mette di buon umore.)
- non é vero! tu non stai bene!
- What?
Ecco, mi ha fatto veramente riflettere questa affermazione. Sono arrivata alla conclusione che la gente che non mi conosce (almeno un pochino. In effetti ammetto che non ce n’é molta) mi vede sola. Vivere sola, etc e pensi che io sia infelice.
In realtà gli infelici sono loro che anche in compagnia non riescono ad esserlo.
Vi rimando ad un pensiero di Buscaglia che condivido pienamente
“La mia felicità sono io, non tu,
non soltanto perchè tu puoi essere fugace,
ma anche perchè tu vuoi che io sia ciò che non sono.
Io non posso essere felice quando cambio
soltanto per soddisfare il tuo egoismo.
E non posso sentirmi felice quando mi critichi
perchè non penso i tuoi pensieri,
e non vedo come vedi tu.
Mi chiami ribelle.
Eppure ogni volta che ho respinto
le tue convinzioni tu ti sei ribellato alle mie.
Io non cerco di plasmare la tua mente.
So che ti sforzi di essere te stesso.
E non posso permettere che tu mi dica cosa devo essere…
Perchè sono impegnata ad essere me.”
Il lavoro (da dipendente intendo) ci riempe la vita, se non ci fosse non sapremmo cosa fare. Ci dice quando svegliarci, quando mangiare, quando tornare a casa, quando incontrare gli amici, quando andare in palestra, quando fare l’amore! Non dobbiamo pensare!
Se non ci fosse il lavoro, ci annoieremmo perchè il nostro modo di vivere non ci insegna a pensare cosa vorremmo se fossimo liberi. Quante volte l’ho sentita quasta frase: io non sono capace di stare a casa senza far niente. Se sto a casa mi annoio! Arg!
-“Siamo tutti schiavi non solo di cio che ci trattiene ma anche e soprattutto della nostra incapacità di sognare!” (S.P.)
Finiamola di dare la colpa al sistema. Il sistema consiglia. La colpa è solo nostra.
Credo che ogni uno nella propria vita debba passare un periodo da solo. Si impara molto, si riflette, si pensa ai propri interessi, li si coltiva, si diventa sinceri con gli altri ma soprattutto con se stessi.
Sono la prima a pensare che non si può vivere una vita in solitudine ma per poter vivere serenamente una relazione, che essa sia amore o amicizia, bisogna avere qualcosa da condividere. Vivere una relazione significa donare e ricevere, a volte più a volte meno.
E cosa doniamo se non abbiamo nulla? se non siamo niente? se siamo insicuri di noi stessi?
Doniamo la nostra insicurezza!
Basiamo la nostra vita sul prossimo! Sono del parere che le relazioni nelle quali solo si prende (o solo si dà), sono destinate a finire presto. E con la parola “dare” non intendo solo affetto ma qualcosa di più concreto, come sapienza, interessi, esperienze. Più si é, più si ha e più la relazione sarà duratura.
“Si può dare soltanto ciò che si ha… e l’unica ragione per avere qualcosa è donarla.” (L.B.)
Tutti viviamo la stessa vita, tutti i giorni, tutti i mesi, tutti gli anni e non abbiamo niente da raccontarci.
No, al momento non ho voglia di uscire per sentire le solite storie e ubriacarmi. Preferisco leggere un buon libro, scrivere e sognare! Sono una sfigata se sto a casa il sabato sera? Questo lo pensano solo le persone sfigate.
Sono libera di uscire il giovedì, la mattina non mi devo alzare alle 7.
La mia solitudine é in realtà una pseudo decisione, un attesa dove cerco di costruire me stessa, portare avanti i miei interessi. .
Per avere anche qualcosa da donare, da raccontare, essere, spero, un pò interessante.
Certo ad un certo punto stare soli si paga… e si paga caro. Bisogna saper bilanciare la cosa e non è facile.
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PS: é bello avere un blog, perchè si possono esprimere le proprie idee senza imporle a nessuno. Concetti che arriveranno solo a chi vorrà leggerli.
Non ho scoperto niente, non sono mie idee ma la penso esattamente così (e non sono la sola, ho scoperto con piacere).
Sarò contenta se vorrete discuterne.
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