Archivio per la Categoria “Per il Mondo”

Bellissima questa giornata, una vera crociera sul fiume nel nulla… km e km, ore e ore senza niente, non una casa, non un campo… nulla! Solo noi, le montagne e il fiume. Ah, bambini si… off course!

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Guardate la foto del Beach volley. Lo vedete quel signore con il cappello vicino alla rete? Ecco, da dove arrivava non lo abbiamo mai saputo. Intorno a noi solo montagne a picco, da giorni non vedevamo una casa, una capanna… e quel signore si é piazzato zitto zitto tutto il pomeriggio a guardarci. Poi da dove é arrivato se ne é andato.

Ecco come vorrei vivere tutta la vita… perdere la cognizione del tempo, dei giorni, delle ore …
Senza niente, nel mezzo della natura incontaminata. Solo un fuoco e bella, fantastica gente. Questo é il mio ideale di felicità!

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Questo episodio mi fece molto pensare… ed eravamo solo alla prima giornata! Cosa ci aspettava? cosa sarebbe successo se qualcuno si fosse fatto male o semplicemente si sentisse male? Un disastro!
Solo montagne intorno a noi con tre giorni di cammino indietro e 5 giorni di fiume davanti. No street, no way!

Non era il mio sogno discendere un fiume in gommone, io volevo solo andare in Nepal… ma ormai c’ero dentro!

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Bestiale, mentre camminavamo in salita ed io e Sara facevamo a gara a chi vedeva la Madonna più grande per la fatica (e in un paese indu/buddhista é una visione non da poco), dei tranquilli ragazzi nepalesi sui 15/16 anni zampettano davanti a noi correndo in infradito.
Voci di riporto (purtroppo non parlo nepalese) mi dissero che si stavano recando a Gupha Pokahri da un altro paese (circa 7/8 ore di cammino per noi, 3/4 per loro) per giocare una partita di calcio.
Non diedi peso a questa affermazione, anzi risi pure pensando fosse una battuta.
Primo perché figurati se a 3000 mt hanno un campo da calcio, secondo avranno di meglio da fare che farsi 4 ore a piedi per una partita.

Ci rimasi veramente male arrivando a Gupha, posto in un altopiano e vedendo un grande villaggio con feste e campo da calcio. Tutto ciò raggiungibile solo in 2 giorni attraverso sentieri di montagna dall’ultima strada (strerrata).

Passammo il paese senza fiatare, la tensione si respirava nell’aria, solo David ha parlato con qualche locale.

Ah Milena, poverina aveva 40 di febbre… un inchino. No turning back!

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Il Bar del paese in realtà era una casetta aperta, con camino (non so quanto scaldava la casa visto che era aperta). Una signora ci ha invitato a bere del tè. Ah!

I portatori avevano deciso di fermarsi per strada con le nostre cose, per fortuna David (mitico organizzatore) parla Nepalese e dopo qualche ora é tornato con pochi portatori e qualche mulo.

E i bimbi…. 10 procapite credo. Incredibile! Farei andare qualche genitore italiano per una settimanella da quelle parti… (bene, ora ho aumentato la percentuale di gente che mi odia ).

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In realtà le incursioni da parte dei militari nel bus, armati di mitra, non erano tanto tranquilizzanti. Siamo stati fermi parecchio tempo. Il paese era in un momento di grande tensione. A quei tempi c’era ancora la monarchia (dal 2008 Repubblica) ed il Re era stato da poco assassinato. Avevano dato la colpa al figlio ma molto probabilmente é stato il movimento maoista… e noi stavamo dirigendoci proprio nella loro terra.

Il Bus Tata NON sembrava, cadeva a pezzi realmente. Mentre viaggiavamo sulla strada strerrata il finestrino di fianco a me si é staccato, lasciato in regalo ai bambini per strada. La foto rappresenta il momento in cui ci siamo fermati per cambiare una gomma ormai alla tela con una di scarto di provenienza europea. Cioè, quando noi le scartiamo, loro le montano.

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