Negli ultimi mesi mi sono avvicinata particolarmente al mondo spirituale e soprannaturale. La gente é portata a credere solo a ciò che vede ed é provabile scientificamente. In realtà mi rendo conto che, seppur denigrato, l’argomento intriga, appassiona ed interessa.
Quasi per scherzo e in maniera provocatoria, negli ultimi giorni mi avete sentito parlare di fantasmi e di extraterrestri… pensando che sono diventata pazza.
Perchè se dico che credo in Dio non mi prendete per pazza? Non é la stessa cosa?
Ah no! Dio, pur essendo scientificamente NON provabile, é stato approvato dalla massa e tramandato nel corso dei secoli. Come se la vecchiaia e la massa credente giustificasse una pazzia generale a livello mondiale.
Come sempre il popolo é persuaso a seguire la massa, in questo caso la persuasione si chiama Religione.
Non vi sto dicendo una novità, semplicemente nel mio ultimo viaggio in Sud America ne ho avuto la conferma: l‘italiano non viaggia!
… o perlomeno, non viaggia con lo zaino!
In 5 mesi, tra Colombia, Equador, Perù e Bolivia, ho incontrato un solo connazionale che stava concludendo il suo giro attorno al mondo (tra l’altro anche molto simpatico e carino), i pochi altri erano o vacanzieri o residenti.
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INVERNO O ESTATE
Canoa 15.02.2011
E’ inverno qua sulla costa pacifica a sud dell’equatore …. se penso logicamente siamo, anche se per pochi km, nell’emisfero australe, quindi dovrebbe essere estate… mhh, tra la gente c’è un po’ di confusione a proposito…
In realtà in Ecuador non esistono le stagioni come da noi ma solo stagione umida e stagione secca. Febbraio é la stagione della pioggia, quindi é inverno. Punto.
LA BIMBA
Canoa 16.02.2011
Sono qua, comodamente seduta nella open-air reception dell’albergo dove siamo alloggiate io e Alex, riparata solo da un tetto di paglia. Piove forte, anzi diluvia!
Stanotte sono stata svegliata da una goccia d’acqua che mi cadeva sul viso ad una intermittenza di 5 sec. Senza fare troppe storie, semplicemente mi sono spostata e ho continuato a dormire. Per fortuna sopra le nostre teste c’era un altro piano ed infatti durante la notte ho sentito gridare e scappare gli inquilini. Non credo sia bello svegliarsi nel pieno della notte con il letto allagato.
Oggi quindi cambiamo e ci sposteremo in un altro albergo in riva al mare, tra l’altro più economico e con WIFI in camera.
La nostra casa in un hotel in Canoa, Ecuador
Mentre aspetto Alex, in attesa di andarcene, osservo una ragazzina di circa 14-15 anni che culla un neonato sull’amaca. E’ suo figlio… qua é normale! Dopo un po’ arriva una signora sui 55 anni, credo sia la nonna della ragazzina e la bis nonna del neonato. Discutono animatamente. Il bimbo le guarda silenzioso muovendo gli occhi al ritmo del dondolio dell’amaca. Diluvia… ma fa caldo. Osservo le gocce che si staccano dalle foglie palma del tetto … ascolto la pioggia e rimango assorta nei miei pensieri!
L’ESSENZIALE
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa, una piccola località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador. Un perfetto compromesso tra tranquillità e fiesta, local e turisti, sole e nuvole, sport e relax e finalmente sembrerebbe un posto sicuro… quasi surreale, dove il tramonto che toglie il respiro, la spiaggia chilometrica, le stradine sterrate, i baretti sulla spiaggia e i prezzi economici, fanno apparire questo paesino il paradiso sulla terra.
Per vivere… un costume, un pareo, buona compagnia e l’equivalente di 5 euro in tasca sono sufficienti. Le infradito sono solo un disturbo inutile. Off course, una connessione internet e il mio portatile. Stop. Non mi serve altro e sono una delle persone più felice al mondo.
La vita sulla costa in Ecuador
CHIQUIRINGA
Canoa 22.02.2011
I ragazzi, tutti surfisti (l’unica cosa che si può fare qua), tengono il monopolio e il controllo della spiaggia. Sorvegliano tutti i movimenti. Per loro, le poche turiste che arrivano sono un diversivo, una distrazione alla loro vita spesso difficile. Si buttano senza paura o timidezza ed ammetto che alcuni ci sanno fare, aiutati dai loro corpi statuari scolpiti dalle onde del mare e il fascino tropicale. Capaci di far sentire la più racchia della europea, una fata! Attratti dalla diversità, bisognosi di uno scambio culturale e chissà forse anche dal sogno di poter scappare dal loro paese…. dal loro paradiso! Chiquiringa (chiquita-gringa ovvero piccola straniera) così mi chiamano amorevolmente. Così mi sento in questi giorni, un angelo … la ragazza più bella del mondo … ma nello stesso tempo la più vecchia.
Purtroppo ci separa a volte la mentalità ed spesso un’ età troppo distante. L’età media non supera 23 anni !
Una differenza, per quanto mi riguarda, poco interessante e che al contrario, mi deprime alquanto.
Quindi torno alla realtà: mi rendo di non essere così bella … mi rendo conto di non essere così vecchia!
PILLOLE SURFISTE PERSONALI
- Surfeare sopra una ola é la sensazione più bella al mondo!
Surfeare sotto una ola é decisamente la sensazione più brutta al mondo!
(ma sempre meglio che stare in ufficio)
-Long board: easy surf, eavy paddle. Short board: easy paddle, eavy surf.
Ma non esiste una funivia che ti porta al point-break?
- L’acqua salata non é buona da bere!
- Surferare, o meglio, stare in mare con la tavola durante il tramonto non ha prezzo!
Tramonto in Canoa
SUPER STARS PER UN GIORNO
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa una piccola sonnolenta località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador.
Durante la settimana ci sono poche persone: gli abitanti, una ventina di surfisti ed alcuni turisti. L’ambiente é rilassato e la spiaggia chilometrica sembra essere riservata tutta per noi.
Non chiedetemi che giorno é oggi. Oramai ho perso il senso del tempo e per la ora mi regolo in base al sole.
Ma quando arriva il Weekend a Canoa ci si accorge… eccome!
Il fine settimana il paese si trasforma nella Rimini Ecuadoriana invasa da cittadini Ecuadoriani, una pazzia incredibile.
Vi racconto che cosa mi é successo questo fine settimana:
Premessa – non me la sto tirando, voglio solo rendervi partecipi a ciò che ci é successo perchè mi sembra assurda anche a me. Troppo assurda!
Cronaca:
E’ domenica, sono seduta al tavolo del mio ufficio, (il tavolo del bar dell’albergo 5* a 5 euro a notte) sorseggiando l’unico caffè non istantaneo di tutta Canoa (un lusso). Osservo incredula l’afflusso di persone che si riversano in spiaggia, la musica proveniente dai baretti aiuta a creare l’atmosfera festaiola, la marea scende come per creare in spiaggia lo spazio necessario.
Osservare la gente é uno dei miei passatempi preferiti. Lo spettacolo mi affascina.
Gli ecuadoriani adorano sotterrarsi con la sabbia… no comment!
Dopo circa un’ ora decido di andare in spiaggia anche io a godermi il sole, trovo un fazzoletto libero dove piazzarmi. Dopo un po’ mi raggiunge anche Alex.
Ecco che improvvisamente da osservatrice, divento l’osservata, anzi le osservate!
Sembra che i cittadini Ecuadoriani (la maggior parte arriva da Guayaquil, la città più popolosa dell’Ecuador) non abbiano mai visto due ragazze straniere in vita loro. Dopo un attimo di titubazione inizia una assurda processione per fotografarsi con noi. Ci sentiamo una attrazione da circo! Uomini, famiglie, bambini che vogliono una foto con “Las Rubias” (le bionde) Porc… Addirittura un ragazzo ci ha chiesto se siamo delle Stars del cinema…. ahahah. Uff, non ridete troppo per favore, lo sò… sembra una barzelletta.
Per divertirci un po’ a volte mentiamo sulla nostra vera provenienza. Io la prendo sul ridere, Alex alla fine é più scocciata!
Uff, che fatica essere delle star! Non hai più la tua privacy!
PESCE FRITTO E CIOCCOLATO
Canoa 19.02.2011
Il sabato mattina precedente stavo cercando di lavorare al mio progetto appartamenti sul lago maggiore nel mio favoloso ufficio/bar.
Il mio ufficio al mare
. Purtroppo la corrente o semplicemente la connessione viene spesso a mancare ed allora decido di leggere il mio libro. Due benestanti ragazzi ecuadoriani di fianco a me sono già in marcia bevendo birra alle 10 di mattina, giusto per combattere gli effetti alcolici della sera prima. Insomma, cominciano a parlare del più e del meno. Uno si occupa di auto… di rally… di corse illegali. Mi racconta un pò di storie avvincenti, inseguimenti della polizia, etc, come capita spesso qua in Sudamerica.
“Vuoi una birra?” Mi chiede uno
“No gracias” rispondo con una certa sicurezza. Ho appena bevuto il mio cafè con leche!
Continuiamo a parlare, Alex si unisce… I ragazzi seguono a suon di Cocktail (il nostro é un hotel Vip).
“Allora, cosa bevi adesso?” mi chiede uno dopo mezzoretta.
“Bueno, un Jugo natural de Pina, gracias” (un succo di ananas) rispondo, per non essere troppo antipatica e asociale.
Mi guardano quasi seccati della mia decisione astemia.
Arrivano le 12.30 … i ragazzi continuano a bere superalcolici e perfortuna per loro ordinano da mangiare. Mi allontano 10 min e quando torno vedo che stanno mangiando pesce fritto con salsa di cioccolato come se fosse Kechup, avete presente quella che si mette sul gelato?
“Prova, es muy rico” (assaggia é molto buono) mi dicono.
Io, disgustata senza farlo notare Rispondo “No gracias, no tengo hambre” (grazie non ho fame)
“Ohhh Lucia, tu me sorprende!” mi dice il ragazzo dopo i miei numerosi rifiuti!
Uff… io lo sorprendo!
Per quanto ci provi, a volte mi riesce difficile integrarmi ad una cultura.
IL VIAGGIO IN BUS
CANOA 17.02.2011
Il viaggio in bus non é un semplice spostamento per raggiungere un altra località, bensì una vera e propria avventura, una delle parti più interessanti del viaggio.
La sola azione di prendere un bus é un’ esperienza ogni volta unica. In Colombia per esempio i Bus partono in continuazione, c’è molta concorrenza tra le compagnie, gli addetti si mettono in strada per essere i primi a recuperare passeggeri. Non abbiamo quasi mai dovuto aspettare la partenza del bus, anzi il più delle volte siamo dovute salire correndo.
Spesso proprio questa fretta e concorrenza ci ha permesso di trattare il prezzo, anche se molto probabilmente i soldi se li intascava in nero il conducente, mah! Ma va bene così…. noi il prezzo basso, loro qualche soldino in più da aggiungere alla paga da fame.
In Ecuador mi sembra che tutto funzioni più o meno regolarmente anche se le emozioni non mancano.
Dopo avervi raccontato della mia esperienza in Colombia, documentata nel video presente nel post Colombia Adios , un’altra esperienza interessante l’abbiamo avuta nel tratto costiero dell’Ecuador tra Atacames e Canoa, la ruta del Sol.
Le due località distano solo circa 100 km ma il collegamento é scomodo perchè bisogna cambiare il bus ben 2 volte.
Dopo il primo cambio e la seconda tratta percorsa, per l’ultima ora di viaggio abbiamo preso una mitica Chiva, i coloratissimi bus tradizionali, senza porte e finestre, con solo delle panche per sedersi. Fantastico!
“Arriveremo a destinazione?” mi chiede Alex appena partite.
“Seguro! questi bus sono dei carroarmati” Rispondo io
Come non detto, dopo circa 20 min di viaggio un brutto rumore pone fine al viaggio.
Non mi intendo di motori ma giudicare dall’acqua che perdeva, credo si sia rotto il radiatore.
Opppsss, e ora? Ci restituiscono metà dei soldi del biglietto ed arrivederci…. :S
Niente paura, il trasporto non é un problema da queste parti. I bus di linea passano costantemente e si possono fermare ovunque. Ma quando?
Ok tranquille ci mettiamo ad aspettare sul bordo della strada in compagnia degli altri malcapitati che sembrano abituati ad avvenimenti del genere. Neanche 5 min e un pick up ci carica tutti sul furgone insieme alle banane, chiedendoci lo stesso prezzo del bus. Ehehe
Una esperienza interessante!
Ecco il video!
IL MONDO E’ PICCOLO
Canoa 16.02.2011
Dopo che Alex é stata derubata in Colombia tutto si é risolto per il meglio:
passaporto provvisorio é stato rifatto all’ambasciata austriaca di Bogotà ed
il bancomat é già in Perù da un suo amico. Presto andremo a recuperarlo.
Per ora le presto io i soldi che mi restituirà con gli interessi o in cambio di lavori forzati di traduzione in tedesco al mio sito sul lago Maggiore… Vedremo! Per il resto sono solo beni materiali. Il PC ce lo dividiamo.
L’altro giorno Alex stava guardando le sue mail quando la sento gridare in lontananza.
“Que pasa Alex???” Le chiedo spaventata…. con lei non ci si annoia mai!
Corro da lei che mi guarda senza respiro…
Non ci crederete. Vi ricordate di G., il nostro compagno di viaggio in Colombia?
Ci ha scritto una mail. “Sono a Canoa per 3 giorni, voi dove siete?”
Il mondo é piccolo… ma un villaggio come Canoa può essere molto, molto grande!
SURF SEXO DROGA E REAGGAETON
Canoa 25.02.2011
Questa é il ritmo costante della vita locale nella playa ecuadoriana. Due settimane tra Atacames e Canoa, rispettivamente 3 e 12 giorni. Amata, odiata, amata, amata, amata… Canoa é stato un turbine di esperienze ed emozioni… amicizie e discussioni che fanno crescere, soprattutto una campagnola come me! Un impatto piuttosto forte veder girare cocaina come se fosse marijuana (e quest’ultima quasi inesistente a confronto).
In Colombia non ne ho vista tanta tra la gente locale, nonostante il prezzo sia la metà che in Ecuador… o forse in Cali, come dice Pietro la situazione é diversa che nel resto della Colombia. O forse posso solo confrontare le mie esperienze. Insomma per i ragazzi che ho incontrato e frequentato, ho avuto questa impressione.
L’impatto sulla costa é stato difficile, la gente vive all’insegna della trasgressione… tutta la vita! E anche se al principio mi disturbava essere trattata come la turistella gringa con la quale tutti ci provano, ho presto imparato a trattare la situazione ed ammetto che alla fine, io ed Alex, ce ne siamo andate da Canoa con una lacrimuccia sulla guancia.
Lasciamo un posto stupendo, lasciamo il sole, lasciamo persone che alla fine si sono rilevate buoni amici ma soprattutto lasciamo il surf…. porc proprio oggi che sono riuscita a surfare una “ola” senza schiuma! Di questo passo imparerò a surfeare a 52 anni!
Va bhe, una scusa per tornare. Per adesso… premo quel pulsantino a cui é sempre difficile accedere “RESET” e si ricomincia per nuove avventure.
Selva ecuadoriana arriviamo!
Asì como una jornada bien empleada produce un dulce sueño, asì una vida bien usada causa una dulce muerte!
Disse Leonardo da Vinci e frase presente nel cimitero di Tùlcan che sembra avere visto il passaggio di Edward. Eh sì Tùlcan, siamo in Ecuador!
Cimitero di Tulcan, Ecuador
02.02.2011 NEL BUS da Cali a Ipiales (Colombia) CALI
Ebbene sì, sono passati 2 mesi dall’inizio del mio viaggio e domani 3 di febbraio scadrà il mio visto, insomma la Colombia mi sta cacciando! La breve visita di Cali é servita per farmi pesare meno il distacco dal paese di cui mi sono innamorata, soprattutto per la sua gente.
Per viverla al meglio, Cali andrebbe visitata con le sembianze del mio amico Mastà: grande, grosso ma soprattutto maschio!
Cali é stata l’unica città Colombiana che in due mesi di viaggio mi ha veramente fatto sentire a disagio anche durante il giorno, tanto é vero che non posso mostrarvi neanche una foto, dato che uscivo in strada con solo gli spiccioli necessari alla sopravvivenza. E se in altre zone colombiane il nostro aspetto Gringos ci ha aiutato a socializzare con la gente del posto, a Cali è stato come una barriera che invece di connettere a creato un distacco.
Cali ha bisogno di più tempo, sono sicura che vivendola possiede parecchi aspetti positivi e gente giusta da conoscere. Due giorni scarsi non sono sufficienti per capire come comportarsi. Se non ci credete, provate per una volta ad essere due ragazze bionde straniere e camminare per le strade di una città sudamericana. In compagnia di un ragazzo argentino la situazione é migliorata drasticamente.
LA ZONA CAFFETTERA
Italiani, non pensiate di venire in Colombia e bere il miglior espresso al mondo.
In Colombia la miglior qualità di caffè la esportano, lasciando al paese la più scadente! Se siete dei fanatici rimarrete delusi anche perchè … bhe, un espresso che sia un espresso, in gran parte della Colombia farete fatica a conseguirlo.
Ma non in Salento!
Prima di arrivare a Cali, abbiamo fatto tappa in Salento (Sì, in Colombia!), un paesotto nella regione compresa tra Medellin, Cali e Bogotà.
La zona caffettera é immersa nel verde tra le montagne della valle di Cocora, resa unica al mondo dalle sue “palme di cera” che rendono il paesaggio quasi surreale. L’albero nazionale della Colombia può raggiungere fino 50 m di altezza, le sue foglie, inoltre, producono una cera usata per la produzione di candele.
Questa zona, al contrario di Cali, é molto tranquilla e sicura. La gente amabile e simpatica.
Palme di cera, valle di Cocora, Colombia
Paesaggio nella regione caffettera, Colombia
“Colibrì nella valle di Cocora, Colombia
In questa regione si ha la maggior produzione di caffè colombiano. Una miscela tra qualità arabica (chicchi rossi) e qualità colombiana (chicchi gialli). Il caffè é divino e i bar, direttamente da una macchina espresso italiana risalente al 1905, vi serviranno un caffè da leccarvi i baffi. Qua il caffè arriva direttamente dalla pianta. Lo tostano in padella e probabilmente lo macinano direttamente nel bar. Vi sto preparando un video con tutto il processo di produzione.
Marco, ti ho comprato il promesso caffè direttamente nella finca (piantagione), mi profumerà i vestiti per alcuni mesi .
“Caffè messo a seccare, Colombia
“Macchina caffè in un bar di Salento, Colombia
GESU’ e i BUS
Come probabilmente già saprete, in Colombia la gente é estremamente, aggiungerei esageratamente, religiosa. Uno strano contrasto con la realtà colombiana e probabilmente una conseguenza della criminalità e povertà? Le persone non si stancano di farsi il segno della croce quando passano davanti ad una chiesa, un simbolo religioso, quando si mettono alla guida, prima di mangiare, etc…
Sui bus, invece della pubblicità della Coca Cola o di un reggiseno, affrescano temi religiosi con slogan del tipo: “Dios maneja esto bus.“ (Dio conduce questo bus!)
“Bus Sponsored by Gesus, Colombia
Insomma, su un bus non si é mai soli: Gesù Cristo, la Madonna e vari santini vi faranno compagnia durante il viaggio. Perlomeno spero mi proteggano in questo momento. Sono sul Bus che da Cali mi sta portando verso la frontiera con L’Ecuador. Paura!
I Bus sono il principale mezzo pubblico della Colombia, ne esistono di diversi tipi e categorie. Moderni e comodi per i viaggi lunghi, forniti di aria condizionata (troppa) e televisore.
Poi ci sono i tradizionali “Chivas“, colorati e simpatici bus, vecchi ma ancora in uso nelle zone di campagna, perfetti per trasportare molti bagagli.
Chiva, bus tradizionale colombiano
Infine é molto divertente viaggiare in un ”Colectivos” o bussetta, piccoli bus per trasporto in città o tratte brevi. Ogni colectivos é un mondo a parte caratterizzato univocamente con tendine stile turco oppure con luci intermittenti a ritmo di salsa. Rappresentazioni religiose o animate rendono ogni viaggio unico nel suo genere. L’assistente del conducente raccoglie i soldi e grida per comunicare la destinazione alla gente in attesa, salta in strada con il bus in corsa, corre per risalire al volo, fischia per comunicare con il conducente…. uno spasso!
“Interno di un bus Colectivos
Ecco scusate ma devo già smettere di scrivere… maledetto pilota! Ahhhhh :s
Guardate questo video, spero renda l’idea.
04.02.2010 Quito (Ecuador)
Rieccomi sana e salva in Quito alla bellezza di 2850 m, ed anche se abbiamo rischiato la vita ne é valsa la pena, la strada Panamericana é stupenda!
In questo momento sono in un internet Point, la pacchia purtroppo é finita, a differenza della Colombia dove potevo connettermi sdraiata comodamente sul mio letto, qua iniziano solo ora a sentir parlare di connessione WiFi.
Arrivare fino a Quito é stata una piccola affascinante avventura. Alla frontiera con L’Ecuador, bisogna scendere, attraversare la dogana a piedi, svolgere le pratiche doganali del visto e prendere un altro bus per Quito. Il tutto con vari taxi di mezzo e l’adreanalina del “Accetteranno il passaporto provvisorio di Alex?” Alla fine siamo a Quito certo, ma é stato divertente! Soprattutto vedere la preoccupazione di Alex agli scherzi dei poliziotti.
Alla frontiera abbiamo passato una notte approfittando di visitare il Santuario della Lajas in Ipiales (Colombia) e il cimitero di Tùlcan (Ecuador).
Santuario de la Lajas, Ipiales – Colombia
Il viaggio continua: Bienvenidos en Ecuador!
“Frontiera Ecuador
COLOMBIA: CONSIDERAZIONI FINALI
- Spesa media giornaliera: meno di 20 € compreso di trasporti, tra cui un volo, escursioni e senza risparmiare troppo.
- Posto migliore = x me: Sierra Nevada de Santa Marta / x Alex: Guatapè
- Cibo più strano = Hormiga Culona (formica fritta)
- Cibo tipico = Sancocho (zuppa di verdura con carne, pollo o pesce), bandeja paesana (piatto unico con differenti tipi di carne, riso, banana e fagioli)
- Prezzo per pasto / menù completo (zuppa, piatto con carne/pollo + contorno, limonata e a volte dolce) = da 2 a 8 €
- Cibo tipico contorno = Patacon (banana fritta sottile)
- Bevanda Alcolica nazionale: Aguardiente (una sorta di Sambuca, non per me) – Rum (Ron Medellin il migliore – Birra: Club Colombia, Pilsen, Aguila.
- Bevanda analcolica: Crema di avena – Jugos naturales – Agua panela – champu (in Cali), etc.
- Ragazzi più belli: Per me: zona compresa tra Medellin, Bogotà, San Gil – Alex: Costa caraibica
- Ragazze: bellissime, con incredibili attributi importanti e tondeggianti
- La Colombia é famosa per: Caffè, cocaina e per avere i migliori chirurgi plastici al mondo ( e si vede)
- Parole tipiche più sentite: Chevere (parola positiva: bello), a la orden (una specie di “a sua disposizione”), mami (modo affettuoso di riferirsi a una ragazza).
- La cosa più affascinate: le liane
Il mal tempo ci ha fermato a San Gil, un 300 km a nord di Bogotà. La strada che porta al mare é bloccata per una frana dovuta alla pioggia.
Mal tempo? Qua non ce ne stiamo accorgendo. A quanto pare la regione di San Gil é l’unico posto dove non piove in Colombia, gode di un clima eccezionale: di giorno splende il sole e la notte é fresca.
Quando riaprirà la strada? Settimana prossima secondo le ultime notizie. Mhh, ne dubito … ecco che i programmi cambiano nuovamente!
Che sfortuna, qua ci stiamo proprio annoiando!!!
“Solo facendo quel viaggio, si capirà perché lo si doveva fare e si darà voce ad una parte di sé che chiede di venir fuori.
E se qualche volta è difficile partire, le abitudini, il dovere, gli impegni, la mancanza di tempo, il dubbio, le aspettative della altre persone… sembrano ostacoli insormontabili.
Non dimentichiamo che c’è solo una cosa peggiore del viaggiare, ed è il non viaggiare affatto.” -Oscar Wilde-
Prima di partire per il Nepal non mi sono vaccinata. Sì, non mi piacciono le vaccinazioni e penso che sia meglio non farle.
In realtà avrei forse dovuto, perchè proprio in quel cuscinetto di terra in mezzo alle montagne più alte del mondo, mi sono ammalata … ammalata gravemente di una malattia rara (perlomeno dalle nostre parti): “sindrome da viaggio”:
un desiderio irrefrenabile di partire, conoscere, di essere libero di andare, di viaggiare, senza sapere dove, senza sapere probabilmente il perchè … la voglia di conoscere gli altri e attraverso gli altri te stesso.
L’unica cura é viaggiare.
La colpa é senza ombra di dubbio di un gruppo di ragazzi che hanno fatto del viaggio uno stile di vita.
“Purtroppo” ho avuto la fortuna di partire con loro per il Nepal. GRAZIE!
Terminato il viaggio, invece di tornare felice e soddisfatta della bellissima esperienza trascorsa, mi sono ritrovata ad essere triste, stavo male! Ho avuto un mese di depressione.
Come se quella esperienza mi avesse reso cosapevole della prigionia della quale ero vittima inconsapevole.
Per farvi capire con una metafora:
é come se si fosse aperta una porta, prima ero dentro una stanza che credevo fosse il mio monolocale ma varcata la porta mi ero accorta che il mio appartamento in realtà non era un monolocale ma un castello… con tantissime stanze, torri, mura, parchi con giardini bellissimi e panorami mozzafiato… tutti da scoprire!
Alcune stanze erano sporche, altre trasandate ma contenevano oggetti interessantissimi e libri dai quali imparare …
Qualcosa era scattato dentro di me… che cosa?
La consapevolezza che stavo vivendo una vita in prigionia. Credevo di essere felice… prima… nel mio accogliente monolocale… credevo! Avevo un castello ed ero ridotta a stare in una stanza.
Stavo male per aver conosciuto un mondo che mi era sconosciuto prima… sapevo dell’esistenza che viveva surrealmente nella mia consapevolezza!
Inoltre ho toccato con mano anche le problematiche più dure del nostro mondo:
-ho realizzato che veramente la gente muore di fame nel mondo;
-che veramente esistono ancora realtà dove, per esempio, una bimba è costretta a stare rinchiusa in un
templio fino a 13 anni solo per credenze religiose;
-che esistono ancora persone che non hanno mai visto il mare o che sono costretti a vivere secondo la casta in cui nascono;
-che esistono ancora paesi dove l’età media delle persone fatica a raggiunge i 22 anni, dove la differenza tra ricco e povero è come il Deserto e l’Himalaya…
- etc, etc
Forse voi mi direte: è normale ma non la guardi la televisione? Certo, sembra strano da dire ma tutto ciò ci appare così lontano dal nostro mondo industrializzato, quando in realtà sono solo poche le ore di volo che ci separano. Sembra scontato da dire ma non è così… o perlomeno non lo è per me.
Ecco, questa consapevolezza mi ha stravolto la vita, sono tornata in Italia con un gran senso di colpa… colpa per la nostra società consumistica, materialista… anche se poi la società impone l’adattamento!
Inoltre stavo male quando, l’ultimo giorno di viaggio, costretta a tornare a casa alla vita “reale” (eh sì, perchè stavo vivendo un sogno in quel momento), vedevo quei ragazzi proseguire il viaggio per altre mete, entusiasti, liberi come foglie al vento; Ebbene sì, ero invidiosa…
In quel momento mi sembrava un’ utopia poter vivere come loro, una possibilità per pochi eletti!
Ed ho continuato a crederlo per parecchio tempo dopo il ritorno …
Ora… oggi … penso che tutti abbiano questa possibilità se veramente lo vogliono…. almeno che non siano già stati imprigionati dalla società. “Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila…” (into the wild)
Inconsciamente però, la mia vita era cambiata dal ritorno da quel viaggio, niente e nessuno poteva più trattenermi. Ho solo avuto bisogno di tempo per capirlo…
Quindi mi sento di poter dire che, come é giusto che sia, nel mezzo della catena Himalayana é avvenuta la mia illuminazione!
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Il video che avete visto sopra é quella che è stata la mia avventura in Nepal. Trekking e rafting, diciamo l’ Action del viaggio.
Purtroppo la parte emotiva non si può trasmettere. Un trailer di 6 min del video completo che dura circa 45.
Totemadventure.com organizza ogni anno viaggi di questo tipo. Quest’anno andranno in Ladak.
Non si tratta del solito viaggio organizzato ma di una vera e propria avventura, alla quale non bisogna avere una particolare preparazione ma sicuramente un particolare modo d’essere.
Per farvela breve: non la consiglierei a perecchi dei miei amici. Ma se vi intriga l’idea di passare 10gg senza una doccia, senza un letto, fare sport per 10 ore al giorno e dover ancora montare il campo, cucinare, passare le serate in compagnia davanti ad un fuoco in mezzo alla natura incontaminata. Di perdere la cognizione del tempo, delle ore ed addirittura dei giorni… bene, allora è quello che fa per voi e vivrete un’esperienza indimenticabile in posti che difficilmente riuscirete a vedere da turista “normale”.
Se cercate avventura e buona compagnia, ve lo cosiglio vivamente.
La versione completa del video potrete vederla a casa mia se vorrete, al modico prezzo di 6,99 €.
Scherzo, portate una birra e ve lo farò vedere volentieri.