Questo avvenimento rese il distacco traumatico o forse meglio così… come quando devi togliere un dente – TRAC – un bel colpo deciso e soffri meno!
Dopo un’ esperienza simile si creò un unione particolare tra tutti noi e per molto tempo dopo mi mancarono tutti (ha un nome questo sentimento ma non mi ricordo, chi lo sà?).
Con alcuni ci tenemmo in contatto per un pò di tempo ma poi ognuno ha la sua vita e come spesso capita ci si perse (ai tempi non c’era FB). Difficilmente però dimenticherò solo uno di loro.
Furono alloggiati in un albergo di lusso dalla compagnia e partirono uno o due giorni dopo. (Adolfo, se leggi ci racconti come fu? )
Sull’aereo, Christian e Sara ci consigliarono una spiaggetta a Kho Tao. Seguimmo il loro consiglio e dopo due giorni ci raggiunsero senza avvertirci. Una delle più belle sorprese della mia vita. Poi, dopo solo 5 giorni io e Francesco tornammo tristemente nella fredda Italia al lavoro, mentre Cris e Sara si sarebbero fermati un altro mese in quella spiaggia paradisiaca… un lungo mese…. un lungo mese di depressione per me! Davvero, qualcosa dentro di me si spezzò, ebbe inizio la metamorfosi!
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Tutto era bello e costava poco. A Kathmandu vendono quasi esclusivamente articoli sportivi di montagna, un paradiso per me! Avrei comprato tutto.
Mi era già venuto in mente un’ idea di business. Comprare tanta roba e rivenderla in Italia, credo passi per la testa a chiunque in un posto simile. Infatti Sara lo faceva, la spediva in Italia. Alla fine noi comprammo un’altra borsa.
Gli unici ricordi che mi porto ancora dietro oggi, sono un anello in argento, qualche bracialetto e la giacca nepalese in lana di Yak.
Tanta roba me la rubarono in aeroporto, credo a Roma dove abbiamo fatto scalo! Perfino i balsami di tigre…
Il resto, una volta in Italia la regalai tutta.
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Eravamo stanchi ma eravamo contenti. Una doccia… un letto, non ci sembrava vero!!!
Ora in Thamel (centro turistico di Kathmandu), mi rendevo conto che quella parte della città non era il vero Nepal. Nel vero Nepal ci eravamo stati, dritti nel suo cuore. E ancora non lo sapevo ma anche il Nepal era stato nei nostri cuori, stravolgendone, per quanto mi riguarda, il flusso del sangue nelle arterie che portano il sangue al cervello.
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Eravamo stanchi, stanchi morti ma non sò perchè l’atmosfera era cambiata… ormai eravamo un tutt’uno, una grande famiglia ed iniziavamo a sentire che la nostra avventura volgeva al termine!
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Bellissima questa giornata, una vera crociera sul fiume nel nulla… km e km, ore e ore senza niente, non una casa, non un campo… nulla! Solo noi, le montagne e il fiume. Ah, bambini si… off course!
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Guardate la foto del Beach volley. Lo vedete quel signore con il cappello vicino alla rete? Ecco, da dove arrivava non lo abbiamo mai saputo. Intorno a noi solo montagne a picco, da giorni non vedevamo una casa, una capanna… e quel signore si é piazzato zitto zitto tutto il pomeriggio a guardarci. Poi da dove é arrivato se ne é andato.
Ecco come vorrei vivere tutta la vita… perdere la cognizione del tempo, dei giorni, delle ore …
Senza niente, nel mezzo della natura incontaminata. Solo un fuoco e bella, fantastica gente. Questo é il mio ideale di felicità!
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