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Domanda ad un astronauta

Uh, mi accorgo solo adesso che é da giugno che non scrivo più sul blog… se dico che mi manca il tempo non mi credete, vero?
Ok, come un paradosso, é proprio quando si viaggia, quando la vita é intensa e il tempo scarso che ci si ritaglia angoli più assurdi per se stessi. In Sud America non dormivo pur di scrivere un articolo, per poter immortalare le innumerevoli emozioni e avvenimenti e vi assicuro che la scrittura non é una delle mie migliori doti o passioni, non mi risulta assolutamente facile e naturale, ho bisogno di parecchio tempo per cercare di essere perlomeno comprensibile.

Oggi, rileggendo i miei vecchi post mi accorgo delle mie frasi dislessiche ma sono contenta perché rivivo emozioni che altrimenti si sarebbero affievolite o distorte col passare dei giorni e dall’ esperienza acquisita per strada. Ed insomma, spero di aver portato, chi mi leggeva, in viaggio con me per i 5 min di racconto.

Ora, in Italia sul mio stupendo Lago Maggiore da ormai quasi 4 mesi, mi accorgo di non aver molto da raccontare, la mia voglia di scrivere nasce dalle emozioni, emozioni forti che si vivono quotidianamente in viaggio.

Bhe, oggi sono qua perché il cuore ha qualcosa da dire. Scrivo perché in effetti parecchie emozioni le abbiamo provate in questi giorni a Pino Lago Maggiore.

Il paese é volato virtualmente e psicologicamente nello spazio, tra le stelle, a bordo della ISS (Stazione Spaziale Orbitante) grazie alla visita di due astronauti:
Michel Tognini francese, il direttore della EAC (European Astronaut Centre) di Colonia – sede tedesca della ESA (Agenzia Spaziale Europea) – é ormai di famiglia, tutti gli anni viene a Pino a trascorrere una settimanella tra di noi.
Quest’anno un austronauta italiano della provincia di Milano Paolo Nespoli é stato 6 mesi nello spazio sulla ISS e Michel, vista la vicinanza ci ha organizzato un incontro con questo grande uomo, grande in tutti sensi non solo di statura 😉
Chi ha avuto la fortuna di assistere alla conferenza potrà confermare. Un vero grande evento nel nostro piccolo paesello.

Paolo é tornato a bordo della nave chiamata Terra da solo 3 mesi, quindi aveva emozioni fresche da trasmetterci.

Paolo la sera a tavola spiegando la teoria della grandezza di un fazzoletto a disposizione di un astronauta. Michel lo guarda perplesso…

Dopo un introduzione di Michel Tognini (in inglese), Paolo Nespoli ha incantato la folla con i suoi video, le sue foto scattate personalmente dalla stazione ma soprattutto con i suoi racconti e curiosità. Ma poi Paolo sà come intrattenere la gente, ci sà fare con i bambini che alla fine hanno avuto spazio per le domande.

Anche io avevo una domanda… ma é stata in parte risposta durante la serata senza che io la ponessi, quindi ho lasciato spazio alla deduzione ed alla timidezza.

Ammiro questi uomini… non tanto per quello che fanno ma per la loro determinazione a raggiungere i loro sogni. Sono astronauti, era il loro sogno da bambini. Hanno studiato, lottato, quasi mollato, certo hanno avuto tanta fortuna ma soprattutto ci hanno creduto! Un grande sogno realizzato, la dimostrazione vivente che i sogni, anche quelli che sembrano impossibili, si possono realizzare, basta volerlo!
Perché in fondo credo che il loro non sia un vero e proprio lavoro: una vita durissima, di sacrifici, di rinunce, … ampiamente ricompensate dalla soddisfazione di seguire la loro filosofia di vita, di scoperta, di ricerca e di progresso, probabilmente in un qualche qual modo a sfondo egoistico, nel senso buono della parola, nel realizzare il proprio sogno di viaggiare nello spazio… perché alla fine é l’egoismo che guida l’uomo nelle sue migliori imprese per un profondo, e a volte inconscio, autocompiacimento. (ma questo é un altro discorso)

Lo conferma la frase di Paolo, che dal suo egoismo si nota la complementazione di un grande altruismo, un messaggio per il mondo dallo spazio:


Guardate avanti e puntate sempre in alto, le stelle non sono poi così lontane! Messaggio dallo spazio.

Un spinta motivazionale per i bambini che vogliono diventare astronauti ma in realtà, un fondamentale messaggio di vita per tutti.

Mi chiederete giustamente, qual’era la domanda che volevi porre?
Eccola, la scrivo come rivolta direttamente a lui ma in realtà non lo é… o chissà magari un giorno Paolo, nello stesso modo in cui é arrivato a Pino, leggerà questo blog e vorrà rispondermi. Anche se in fondo credo di sapere già la risposta. NON sarò breve:

Paolo, la mia domanda non c’entra niente con la religione ma qualcuno a Pino ti ha chiesto se in questi 6 mesi nello spazio ti sei sentito più vicino a Dio. Tu rispondendo e cercando gentilmente di evitare questo scomodo argomento ti sei difeso diplomaticamente definendoti un “meccanico dello spazio” che certe domande andrebbero fatte ad un prete o uno psicologo mandato nello spazio e che tu eri in grado di rispondere solo a domande prettamente tecniche.

Io non voglio credere a questo tuo estremo materialismo che hai voluto trasmetterci, quindi ti pongo la mia domanda che ripeto, non spaventarti, non é religiosa.

Come tutti sappiamo, la nostra società é orientata sempre di più verso il capitalismo ed il consumismo, tra le più grandi rovine della nostra era moderna e della nostra “umanità”.
La gente vive freneticamente, con i paraocchi e si preoccupa solo di ciò che succede nei loro 10km quadrati, non pensa, non vive veramente, appare e non é.
Secondo me però questo deterioramento e spreco di un essere così evoluto chiamato Uomo é dovuto in gran parte ad una semplice piccola enorme ragione:
non si vedono le stelle!

Mi spiego: in contemporanea al tuo viaggio spaziale, da dicembre a maggio 2011, ho realizzato anche io un mio piccolo grande sogno: un viaggio in Sud America.
Un giorno a 4000 mt di altezza, nel mezzo di un lago, ho potuto godere di uno degli spettacoli più belli ed emozionanti della mia vita che credo poche persone abbiano provato, io stessa non lo conoscevo… Il cielo stellato… ma stellato veramente.
Una emozione talmente grande da non poter staccare lo sguardo dal cielo, da non poter chiudere la bocca … le stelle mi lambivano il viso come lampioni ed un bozzolo di emozioni mi faceva su e giù dallo stomaco al cervello, velocemente.

Tante stelle quante tutti i granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo intero
hai detto l’altro giorno a Pino ma io credo che ce ne siano di più,  forse infinite? Chi lo sà … magari un giorno lo scoprirete.
Insomma tante stelle che nel nostro mondo moderno, capitalista, estremamente illuminato, come dimostrano le tue foto, non vediamo più! Un disastro… quante stelle vediamo a Pino? O peggio a Milano?
Sono dell’opinone che questo sia uno dei più grandi problemi del nostro mondo moderno! Non si vedono le stelle e non ci interessa vederle, in realtà non sappiamo della loro esistenza. L’ho notato anche dalla scarsa partecipazione a questo evento dei giovani di Pino, Tronzano e i paesi limitrofi.

In un certo qual modo questo viaggio mi ha cambiata, e questo cambiamento é dovuto anche alla visione di questo universo, mi sono sentita e mi sento più vicina al cielo e più lontana dalla terra, dal suo modo di vivere.
Il cielo stellato fa pensare… pensare all’universo, al mondo, alla vita, agli altri, a se stessi!
Lo dimostrano le antiche civiltà sudamericane, che hanno sempre scrutato il cielo notturno per cercare di comprendere le leggi dell’universo anche e soprattutto in maniera spirituale. Noi lo facciamo ancora solo attraverso astrofisici, astrologi e di voi, astronauti e non voglio credere che dietro a tutto ciò ci sia solo un motivo scientifico.

L’altro giorno hai detto che in realtà nello spazio non si vedono tante stelle perché la stazione é rivolta verso il basso (basso?), ok verso la terra, quindi non é facile guardare in direzione “spazio infinito”.

Ma mi chiedo, tu che in mezzo alle stelle ci sei stato,  tu che hai guardato noi piccole formichine dall’alto del cielo, impegnate a litigare con il vicino di casa quando lì fuori esiste un universo infinito…, come é cambiata la tua visione della vita, di te stesso, delle altre persone, del mondo? Hai cambiato alcuni comportamenti in relazione agli altri? Ti senti diverso dopo questa (o la precedente) esperienza?

Non sò bene come porre questa domanda ma insomma, te la pongo anche in maniera più materialista:
un soggiorno nello spazio, in assenza di gravità e condizioni completamente diversi da quelle all’interno dell’atmosfera terrestre, può secondo te influire/alterare la mente umana?

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Tra parentesi, la ISS é passata sopra le nostre teste proprio durante la serata. La stazione spaziale orbitante é visibile ad occhio nudo. Se volete vederla anche voi, impostate la vostra posizione in questo sito: heavens-above.com

E voi, che domanda fareste ad un astronauta?

Piccoli pensieri sulla costa Ecuadoriana

INVERNO O ESTATE
Canoa 15.02.2011
E’ inverno qua sulla costa pacifica a sud dell’equatore …. se penso logicamente siamo, anche se per pochi km, nell’emisfero australe, quindi dovrebbe essere estate… mhh, tra la gente c’è un po’ di confusione a proposito…
In realtà in Ecuador non esistono le stagioni come da noi ma solo stagione umida e stagione secca. Febbraio é la stagione della pioggia, quindi é inverno. Punto.

LA BIMBA
Canoa 16.02.2011
Sono qua, comodamente seduta nella open-air reception dell’albergo dove siamo alloggiate io e Alex, riparata solo da un tetto di paglia. Piove forte, anzi diluvia!
Stanotte sono stata svegliata da una goccia d’acqua che mi cadeva sul viso ad una intermittenza di 5 sec. Senza fare troppe storie, semplicemente mi sono spostata e ho continuato a dormire. Per fortuna sopra le nostre teste c’era un altro piano ed infatti durante la notte ho sentito gridare e scappare gli inquilini. Non credo sia bello svegliarsi nel pieno della notte con il letto allagato.
Oggi quindi cambiamo e ci sposteremo in un altro albergo in riva al mare, tra l’altro più economico e con WIFI in camera.

Hotel in Canoa, Ecuador

La nostra casa in un hotel in Canoa, Ecuador

Mentre aspetto Alex, in attesa di andarcene, osservo una ragazzina di circa 14-15 anni che culla un neonato sull’amaca. E’ suo figlio… qua é normale! Dopo un po’ arriva una signora sui 55 anni, credo sia la nonna della ragazzina e la bis nonna del neonato. Discutono animatamente. Il bimbo le guarda silenzioso muovendo gli occhi al ritmo del dondolio dell’amaca. Diluvia… ma fa caldo. Osservo le gocce che si staccano dalle foglie palma del tetto … ascolto la pioggia e rimango assorta nei miei pensieri!

L’ESSENZIALE
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa, una piccola località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador. Un perfetto compromesso tra tranquillità e fiesta, local e turisti, sole e nuvole, sport e relax e finalmente sembrerebbe un posto sicuro… quasi surreale, dove il tramonto che toglie il respiro, la spiaggia chilometrica, le stradine sterrate, i baretti sulla spiaggia e i prezzi economici, fanno apparire questo paesino il paradiso sulla terra.
Per vivere… un costume, un pareo, buona compagnia e l’equivalente di 5 euro in tasca sono sufficienti. Le infradito sono solo un disturbo inutile. Off course, una connessione internet e il mio portatile. Stop. Non mi serve altro e sono una delle persone più felice al mondo.

Io Alex in Canoa, Ecuador

La vita sulla costa in Ecuador

CHIQUIRINGA
Canoa 22.02.2011
I ragazzi, tutti surfisti (l’unica cosa che si può fare qua), tengono il monopolio e il controllo della spiaggia. Sorvegliano tutti i movimenti. Per loro, le poche turiste che arrivano sono un diversivo, una distrazione alla loro vita spesso difficile. Si buttano senza paura o timidezza ed ammetto che alcuni ci sanno fare, aiutati dai loro corpi statuari scolpiti dalle onde del mare e il fascino tropicale. Capaci di far sentire la più racchia della europea, una fata! Attratti dalla diversità, bisognosi di uno scambio culturale e chissà forse anche dal sogno di poter scappare dal loro paese…. dal loro paradiso!
Chiquiringa (chiquita-gringa ovvero piccola straniera) così mi chiamano amorevolmente. Così mi sento in questi giorni, un angelo … la ragazza più bella del mondo … ma nello stesso tempo la più vecchia.
Purtroppo ci separa a volte la mentalità ed spesso un’ età troppo distante. L’età media non supera 23 anni !
Una differenza, per quanto mi riguarda, poco interessante e che al contrario, mi deprime alquanto.
Quindi torno alla realtà: mi rendo di non essere così bella … mi rendo conto di non essere così vecchia!

PILLOLE SURFISTE PERSONALI
Surfeare sopra una ola é la sensazione più bella al mondo!
Surfeare sotto una ola é decisamente la sensazione più brutta al mondo!

(ma sempre meglio che stare in ufficio)

Long board: easy surf, eavy paddle. Short board: easy paddle, eavy surf.
Ma non esiste una funivia che ti porta al point-break?

L’acqua salata non é buona da bere!

Surferare, o meglio, stare in mare con la tavola durante il tramonto non ha prezzo!

Tramonto in  Ecuador

Tramonto in Canoa

SUPER STARS PER UN GIORNO
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa una piccola sonnolenta località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador.
Durante la settimana ci sono poche persone: gli abitanti, una ventina di surfisti ed alcuni turisti. L’ambiente é rilassato e la spiaggia chilometrica sembra essere riservata tutta per noi.
Non chiedetemi che giorno é oggi. Oramai ho perso il senso del tempo e per la ora mi regolo in base al sole.
Ma quando arriva il Weekend a Canoa ci si accorge… eccome!
Il fine settimana il paese si trasforma nella Rimini Ecuadoriana invasa da cittadini Ecuadoriani, una pazzia incredibile.

Vi racconto che cosa mi é successo questo fine settimana:
Premessa – non me la sto tirando, voglio solo rendervi partecipi a ciò che ci é successo perchè mi sembra assurda anche a me. Troppo assurda!

Cronaca:
E’ domenica, sono seduta al tavolo del mio ufficio, (il tavolo del bar dell’albergo 5* a 5 euro a notte) sorseggiando l’unico caffè non istantaneo di tutta Canoa (un lusso). Osservo incredula l’afflusso di persone che si riversano in spiaggia, la musica proveniente dai baretti aiuta a creare l’atmosfera festaiola, la marea scende come per creare in spiaggia lo spazio necessario.
Osservare la gente é uno dei miei passatempi preferiti. Lo spettacolo mi affascina.

La gente in spiaggia, Ecuador

Gli ecuadoriani adorano sotterrarsi con la sabbia… no comment!

Dopo circa un’ ora decido di andare in spiaggia anche io a godermi il sole, trovo un fazzoletto libero dove piazzarmi. Dopo un po’ mi raggiunge anche Alex.
Ecco che improvvisamente da osservatrice, divento l’osservata, anzi le osservate!
Sembra che i cittadini Ecuadoriani (la maggior parte arriva da Guayaquil, la città più popolosa dell’Ecuador) non abbiano mai visto due ragazze straniere in vita loro. Dopo un attimo di titubazione inizia una assurda processione per fotografarsi con noi. Ci sentiamo una attrazione da circo! Uomini, famiglie, bambini che vogliono una foto con “Las Rubias” (le bionde) Porc… Addirittura un ragazzo ci ha chiesto se siamo delle Stars del cinema…. ahahah. Uff, non ridete troppo per favore, lo sò… sembra una barzelletta.
Per divertirci un po’ a volte mentiamo sulla nostra vera provenienza. Io la prendo sul ridere, Alex alla fine é più scocciata!
Uff, che fatica essere delle star! Non hai più la tua privacy! 😉

PESCE FRITTO E CIOCCOLATO
Canoa 19.02.2011
Il sabato mattina precedente stavo cercando di lavorare al mio progetto appartamenti sul lago maggiore nel mio favoloso ufficio/bar.
Il mio ufficio in Canoa, Ecuador

Il mio ufficio al mare
. Purtroppo la corrente o semplicemente la connessione viene spesso a mancare ed allora decido di leggere il mio libro. Due benestanti ragazzi ecuadoriani di fianco a me sono già in marcia bevendo birra alle 10 di mattina, giusto per combattere gli effetti alcolici della sera prima. Insomma, cominciano a parlare del più e del meno. Uno si occupa di auto… di rally… di corse illegali. Mi racconta un pò di storie avvincenti, inseguimenti della polizia, etc, come capita spesso qua in Sudamerica.
Vuoi una birra?” Mi chiede uno
No gracias” rispondo con una certa sicurezza. Ho appena bevuto il mio cafè con leche!
Continuiamo a parlare, Alex si unisce… I ragazzi seguono a suon di Cocktail (il nostro é un hotel Vip).
Allora, cosa bevi adesso?” mi chiede uno dopo mezzoretta.
Bueno, un Jugo natural de Pina, gracias” (un succo di ananas) rispondo, per non essere troppo antipatica e asociale.
Mi guardano quasi seccati della mia decisione astemia.
Arrivano le 12.30 … i ragazzi continuano a bere superalcolici e perfortuna per loro ordinano da mangiare. Mi allontano 10 min e quando torno vedo che stanno mangiando pesce fritto con salsa di cioccolato come se fosse Kechup, avete presente quella che si mette sul gelato?
Prova, es muy rico” (assaggia é molto buono) mi dicono.
Io, disgustata senza farlo notare Rispondo “No gracias, no tengo hambre” (grazie non ho fame)
Ohhh Lucia, tu me sorprende!” mi dice il ragazzo dopo i miei numerosi rifiuti!
Uff… io lo sorprendo!
Per quanto ci provi, a volte mi riesce difficile integrarmi ad una cultura.

IL VIAGGIO IN BUS
CANOA 17.02.2011
Il viaggio in bus non é un semplice spostamento per raggiungere un altra località, bensì una vera e propria avventura, una delle parti più interessanti del viaggio.
La sola azione di prendere un bus é un’ esperienza ogni volta unica. In Colombia per esempio i Bus partono in continuazione, c’è molta concorrenza tra le compagnie, gli addetti si mettono in strada per essere i primi a recuperare passeggeri. Non abbiamo quasi mai dovuto aspettare la partenza del bus, anzi il più delle volte siamo dovute salire correndo.
Spesso proprio questa fretta e concorrenza ci ha permesso di trattare il prezzo, anche se molto probabilmente i soldi se li intascava in nero il conducente, mah! Ma va bene così…. noi il prezzo basso, loro qualche soldino in più da aggiungere alla paga da fame.

In Ecuador mi sembra che tutto funzioni più o meno regolarmente anche se le emozioni non mancano.
Dopo avervi raccontato della mia esperienza in Colombia, documentata nel video presente nel post Colombia Adios , un’altra esperienza interessante l’abbiamo avuta nel tratto costiero dell’Ecuador tra Atacames e Canoa, la ruta del Sol.

Le due località distano solo circa 100 km ma il collegamento é scomodo perchè bisogna cambiare il bus ben 2 volte.
Dopo il primo cambio e la seconda tratta percorsa, per l’ultima ora di viaggio abbiamo preso una mitica Chiva, i coloratissimi bus tradizionali, senza porte e finestre, con solo delle panche per sedersi. Fantastico!
Arriveremo a destinazione?” mi chiede Alex appena partite.
Seguro! questi bus sono dei carroarmati” Rispondo io
Come non detto, dopo circa 20 min di viaggio un brutto rumore pone fine al viaggio.
Non mi intendo di motori ma giudicare dall’acqua che perdeva, credo si sia rotto il radiatore.
Opppsss, e ora? Ci restituiscono metà dei soldi del biglietto ed arrivederci…. :S

Niente paura, il trasporto non é un problema da queste parti. I bus di linea passano costantemente e si possono fermare ovunque. Ma quando?
Ok tranquille ci mettiamo ad aspettare sul bordo della strada in compagnia degli altri malcapitati che sembrano abituati ad avvenimenti del genere. Neanche 5 min e un pick up ci carica tutti sul furgone insieme alle banane, chiedendoci lo stesso prezzo del bus. Ehehe
Una esperienza interessante! 😀
Ecco il video!

IL MONDO E’ PICCOLO
Canoa 16.02.2011
Dopo che Alex é stata derubata in Colombia tutto si é risolto per il meglio:
passaporto provvisorio é stato rifatto all’ambasciata austriaca di Bogotà ed
il bancomat é già in Perù da un suo amico. Presto andremo a recuperarlo.
Per ora le presto io i soldi che mi restituirà con gli interessi o in cambio di lavori forzati di traduzione in tedesco al mio sito sul lago Maggiore… 🙂 Vedremo! Per il resto sono solo beni materiali. Il PC ce lo dividiamo.

L’altro giorno Alex stava guardando le sue mail quando la sento gridare in lontananza.
Que pasa Alex???” Le chiedo spaventata…. con lei non ci si annoia mai! 🙂
Corro da lei che mi guarda senza respiro…
Non ci crederete. Vi ricordate di G., il nostro compagno di viaggio in Colombia?
Ci ha scritto una mail. “Sono a Canoa per 3 giorni, voi dove siete?

Il mondo é piccolo… ma un villaggio come Canoa può essere molto, molto grande! 😉

SURF SEXO DROGA E REAGGAETON
Canoa 25.02.2011
Questa é il ritmo costante della vita locale nella playa ecuadoriana. Due settimane tra Atacames e Canoa, rispettivamente 3 e 12 giorni. Amata, odiata, amata, amata, amata… Canoa é stato un turbine di esperienze ed emozioni… amicizie e discussioni che fanno crescere, soprattutto una campagnola come me! Un impatto piuttosto forte veder girare cocaina come se fosse marijuana (e quest’ultima quasi inesistente a confronto).
In Colombia non ne ho vista tanta tra la gente locale, nonostante il prezzo sia la metà che in Ecuador… o forse in Cali, come dice Pietro la situazione é diversa che nel resto della Colombia. O forse posso solo confrontare le mie esperienze. Insomma per i ragazzi che ho incontrato e frequentato, ho avuto questa impressione.

L’impatto sulla costa é stato difficile, la gente vive all’insegna della trasgressione… tutta la vita! E anche se al principio mi disturbava essere trattata come la turistella gringa con la quale tutti ci provano, ho presto imparato a trattare la situazione ed ammetto che alla fine, io ed Alex, ce ne siamo andate da Canoa con una lacrimuccia sulla guancia.
Lasciamo un posto stupendo, lasciamo il sole, lasciamo persone che alla fine si sono rilevate buoni amici ma soprattutto lasciamo il surf…. porc proprio oggi che sono riuscita a surfare una “ola” senza schiuma! Di questo passo imparerò a surfeare a 52 anni!
Va bhe, una scusa per tornare. Per adesso… premo quel pulsantino a cui é sempre difficile accedere “RESET” e si ricomincia per nuove avventure.
Selva ecuadoriana arriviamo! 🙂

Amici surfisti, Ecuador

Amici surfisti in Canoa

Balene arenate, i motivi?

I recenti avvenimenti dei Capodogli arenati sulle spiagge del Gargano, mi hanno portato a pensare intensamente alla Nuova Zelanda!

La stesso problema avviene infatti anche sulle coste neozelandesi.
Probabilmente i suoi abitanti, non sapendosi dare una spiegazione, associano l’avvenimento ad una famosa leggenda, la quale narra che il popolo Maori sarebbe discendente di Paikea, arrivato in Nuova Zelanda dalle isole polinesiane, a cavallo di una Balena. 🙂

A proposito é stato scritto il libro “Wahle rider” e girato l’omonimo film.
Io ho visto il film in lingua originale (esiste anche una versione in italiano “La ragazza delle balene“) Oltre ad essere una bellissima storia d’amore tra zio e nipote, il film simboleggia a mio parere diversi aspetti e può essere interpretato in vari modi:

principalmente credo abbia l’intento di salvaguardare la cultura Maori che rischia di estinguersi per la crescita costante della presenza straniera nel paese.

Immmergere lo spettatore nella vita dei Maori- Per lo meno io, guardando il film in lingua originale, ho rivisto negli attori i moderni Maori, sia nel modo di parlare che di comportartamento.

vuole essere una bellissimo film per la famiglia, una favola che insegna importanti verità, indipendentemente dalla cultura che rappresenta.

probabilmente aiutare la salvaguardia delle balene alla sua estinzione per la caccia subita. Anche se non ne parla direttamente credo che il film possa avvicinare la gente a questo favoloso cetaceo.

Ora, tornando agli avvenimenti pugliesi… le domande che ci facciamo sono le stesse che rimangono aperte nel film:
Perché le balene si sono arenate? Lo hanno fatto per un motivo? o forse sono state chiamate da qualcuno?

Giro del mondo in moto!

Oggi voglio dedicare un post a Gionata Nencini, un ragazzo toscano che ha scelto un modo particolare di vivere la sua vita: viaggiare per il mondo!

Ma ciò che cottradistingue Gionata dagli altri viaggiatori, è che lui ha deciso di farlo in moto! A bordo di una Honda Transalp, con poca esperienza, pochi soldi, un pò sprovveduto… ma con un gran ottimismo, senso di adattamento ed una gran voglia di avventura!
Come potete immaginare ho una certa ammirazione per le persone come lui, non per le difficoltà ed il coraggio del modo particolare di affrontare la vita ma per la sua capacità di distinguersi dall’ “uomo comune”!

In modo particolare ho apprezzato l’aforisma che compare nella Homepage del suo sito Partireper.it :

Il Viaggiatore sta al turista,
come l’uomo che seduce una donna, sta a colui che paga una puttana.

Vi faccio spiegare direttamente da lui i particolari della sua avventura:


Una storia simile è quella di Giorgio Bettinelli che con la sua vespa (regalatagli per caso in Indonesia come rimborso di un debito), ha percorso in un solo viaggio, durato tre anni e otto mesi, 144.000 chilometri attraverso 90 nazioni diverse, in 5 continenti, dalla Terra del Fuoco in Cile a Hobart in Tasmania.
Giorgio è morto lo scorso settembre dopo un improvviso malore dovuto ad una strana infezione contratta nel sud della Cina , dove viveva da qualche anno.
Per saper di più sulle sue avventure potete comprare uno dei suoi libri oppure leggere il suo blog e quello dei suoi sostenitori:
giorgiobettinelli.com
giorgiobettinellifansclub.it
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The Traveller is compared to the tourist,
as the man that seduces a woman is compared to whom pay a prostitute.

A Journey into the World by motorcycle: Partireper.it