Uh, mi accorgo solo adesso che é da giugno che non scrivo più sul blog… se dico che mi manca il tempo non mi credete, vero?
Ok, come un paradosso, é proprio quando si viaggia, quando la vita é intensa e il tempo scarso che ci si ritaglia angoli più assurdi per se stessi. In Sud America non dormivo pur di scrivere un articolo, per poter immortalare le innumerevoli emozioni e avvenimenti e vi assicuro che la scrittura non é una delle mie migliori doti o passioni, non mi risulta assolutamente facile e naturale, ho bisogno di parecchio tempo per cercare di essere perlomeno comprensibile.
INVERNO O ESTATE
Canoa 15.02.2011
E’ inverno qua sulla costa pacifica a sud dell’equatore …. se penso logicamente siamo, anche se per pochi km, nell’emisfero australe, quindi dovrebbe essere estate… mhh, tra la gente c’è un po’ di confusione a proposito…
In realtà in Ecuador non esistono le stagioni come da noi ma solo stagione umida e stagione secca. Febbraio é la stagione della pioggia, quindi é inverno. Punto.
LA BIMBA
Canoa 16.02.2011
Sono qua, comodamente seduta nella open-air reception dell’albergo dove siamo alloggiate io e Alex, riparata solo da un tetto di paglia. Piove forte, anzi diluvia!
Stanotte sono stata svegliata da una goccia d’acqua che mi cadeva sul viso ad una intermittenza di 5 sec. Senza fare troppe storie, semplicemente mi sono spostata e ho continuato a dormire. Per fortuna sopra le nostre teste c’era un altro piano ed infatti durante la notte ho sentito gridare e scappare gli inquilini. Non credo sia bello svegliarsi nel pieno della notte con il letto allagato.
Oggi quindi cambiamo e ci sposteremo in un altro albergo in riva al mare, tra l’altro più economico e con WIFI in camera.
La nostra casa in un hotel in Canoa, Ecuador
Mentre aspetto Alex, in attesa di andarcene, osservo una ragazzina di circa 14-15 anni che culla un neonato sull’amaca. E’ suo figlio… qua é normale! Dopo un po’ arriva una signora sui 55 anni, credo sia la nonna della ragazzina e la bis nonna del neonato. Discutono animatamente. Il bimbo le guarda silenzioso muovendo gli occhi al ritmo del dondolio dell’amaca. Diluvia… ma fa caldo. Osservo le gocce che si staccano dalle foglie palma del tetto … ascolto la pioggia e rimango assorta nei miei pensieri!
L’ESSENZIALE
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa, una piccola località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador. Un perfetto compromesso tra tranquillità e fiesta, local e turisti, sole e nuvole, sport e relax e finalmente sembrerebbe un posto sicuro… quasi surreale, dove il tramonto che toglie il respiro, la spiaggia chilometrica, le stradine sterrate, i baretti sulla spiaggia e i prezzi economici, fanno apparire questo paesino il paradiso sulla terra.
Per vivere… un costume, un pareo, buona compagnia e l’equivalente di 5 euro in tasca sono sufficienti. Le infradito sono solo un disturbo inutile. Off course, una connessione internet e il mio portatile. Stop. Non mi serve altro e sono una delle persone più felice al mondo.
La vita sulla costa in Ecuador
CHIQUIRINGA
Canoa 22.02.2011
I ragazzi, tutti surfisti (l’unica cosa che si può fare qua), tengono il monopolio e il controllo della spiaggia. Sorvegliano tutti i movimenti. Per loro, le poche turiste che arrivano sono un diversivo, una distrazione alla loro vita spesso difficile. Si buttano senza paura o timidezza ed ammetto che alcuni ci sanno fare, aiutati dai loro corpi statuari scolpiti dalle onde del mare e il fascino tropicale. Capaci di far sentire la più racchia della europea, una fata! Attratti dalla diversità, bisognosi di uno scambio culturale e chissà forse anche dal sogno di poter scappare dal loro paese…. dal loro paradiso! Chiquiringa (chiquita-gringa ovvero piccola straniera) così mi chiamano amorevolmente. Così mi sento in questi giorni, un angelo … la ragazza più bella del mondo … ma nello stesso tempo la più vecchia.
Purtroppo ci separa a volte la mentalità ed spesso un’ età troppo distante. L’età media non supera 23 anni !
Una differenza, per quanto mi riguarda, poco interessante e che al contrario, mi deprime alquanto.
Quindi torno alla realtà: mi rendo di non essere così bella … mi rendo conto di non essere così vecchia!
PILLOLE SURFISTE PERSONALI
- Surfeare sopra una ola é la sensazione più bella al mondo!
Surfeare sotto una ola é decisamente la sensazione più brutta al mondo!
(ma sempre meglio che stare in ufficio)
-Long board: easy surf, eavy paddle. Short board: easy paddle, eavy surf.
Ma non esiste una funivia che ti porta al point-break?
- L’acqua salata non é buona da bere!
- Surferare, o meglio, stare in mare con la tavola durante il tramonto non ha prezzo!
Tramonto in Canoa
SUPER STARS PER UN GIORNO
Canoa 20.02.2011
Siamo a Canoa una piccola sonnolenta località di mare sulla costa pacifica dell’Ecuador.
Durante la settimana ci sono poche persone: gli abitanti, una ventina di surfisti ed alcuni turisti. L’ambiente é rilassato e la spiaggia chilometrica sembra essere riservata tutta per noi.
Non chiedetemi che giorno é oggi. Oramai ho perso il senso del tempo e per la ora mi regolo in base al sole.
Ma quando arriva il Weekend a Canoa ci si accorge… eccome!
Il fine settimana il paese si trasforma nella Rimini Ecuadoriana invasa da cittadini Ecuadoriani, una pazzia incredibile.
Vi racconto che cosa mi é successo questo fine settimana:
Premessa – non me la sto tirando, voglio solo rendervi partecipi a ciò che ci é successo perchè mi sembra assurda anche a me. Troppo assurda!
Cronaca:
E’ domenica, sono seduta al tavolo del mio ufficio, (il tavolo del bar dell’albergo 5* a 5 euro a notte) sorseggiando l’unico caffè non istantaneo di tutta Canoa (un lusso). Osservo incredula l’afflusso di persone che si riversano in spiaggia, la musica proveniente dai baretti aiuta a creare l’atmosfera festaiola, la marea scende come per creare in spiaggia lo spazio necessario.
Osservare la gente é uno dei miei passatempi preferiti. Lo spettacolo mi affascina.
Gli ecuadoriani adorano sotterrarsi con la sabbia… no comment!
Dopo circa un’ ora decido di andare in spiaggia anche io a godermi il sole, trovo un fazzoletto libero dove piazzarmi. Dopo un po’ mi raggiunge anche Alex.
Ecco che improvvisamente da osservatrice, divento l’osservata, anzi le osservate!
Sembra che i cittadini Ecuadoriani (la maggior parte arriva da Guayaquil, la città più popolosa dell’Ecuador) non abbiano mai visto due ragazze straniere in vita loro. Dopo un attimo di titubazione inizia una assurda processione per fotografarsi con noi. Ci sentiamo una attrazione da circo! Uomini, famiglie, bambini che vogliono una foto con “Las Rubias” (le bionde) Porc… Addirittura un ragazzo ci ha chiesto se siamo delle Stars del cinema…. ahahah. Uff, non ridete troppo per favore, lo sò… sembra una barzelletta.
Per divertirci un po’ a volte mentiamo sulla nostra vera provenienza. Io la prendo sul ridere, Alex alla fine é più scocciata!
Uff, che fatica essere delle star! Non hai più la tua privacy!
PESCE FRITTO E CIOCCOLATO
Canoa 19.02.2011
Il sabato mattina precedente stavo cercando di lavorare al mio progetto appartamenti sul lago maggiore nel mio favoloso ufficio/bar.
Il mio ufficio al mare
. Purtroppo la corrente o semplicemente la connessione viene spesso a mancare ed allora decido di leggere il mio libro. Due benestanti ragazzi ecuadoriani di fianco a me sono già in marcia bevendo birra alle 10 di mattina, giusto per combattere gli effetti alcolici della sera prima. Insomma, cominciano a parlare del più e del meno. Uno si occupa di auto… di rally… di corse illegali. Mi racconta un pò di storie avvincenti, inseguimenti della polizia, etc, come capita spesso qua in Sudamerica.
“Vuoi una birra?” Mi chiede uno
“No gracias” rispondo con una certa sicurezza. Ho appena bevuto il mio cafè con leche!
Continuiamo a parlare, Alex si unisce… I ragazzi seguono a suon di Cocktail (il nostro é un hotel Vip).
“Allora, cosa bevi adesso?” mi chiede uno dopo mezzoretta.
“Bueno, un Jugo natural de Pina, gracias” (un succo di ananas) rispondo, per non essere troppo antipatica e asociale.
Mi guardano quasi seccati della mia decisione astemia.
Arrivano le 12.30 … i ragazzi continuano a bere superalcolici e perfortuna per loro ordinano da mangiare. Mi allontano 10 min e quando torno vedo che stanno mangiando pesce fritto con salsa di cioccolato come se fosse Kechup, avete presente quella che si mette sul gelato?
“Prova, es muy rico” (assaggia é molto buono) mi dicono.
Io, disgustata senza farlo notare Rispondo “No gracias, no tengo hambre” (grazie non ho fame)
“Ohhh Lucia, tu me sorprende!” mi dice il ragazzo dopo i miei numerosi rifiuti!
Uff… io lo sorprendo!
Per quanto ci provi, a volte mi riesce difficile integrarmi ad una cultura.
IL VIAGGIO IN BUS
CANOA 17.02.2011
Il viaggio in bus non é un semplice spostamento per raggiungere un altra località, bensì una vera e propria avventura, una delle parti più interessanti del viaggio.
La sola azione di prendere un bus é un’ esperienza ogni volta unica. In Colombia per esempio i Bus partono in continuazione, c’è molta concorrenza tra le compagnie, gli addetti si mettono in strada per essere i primi a recuperare passeggeri. Non abbiamo quasi mai dovuto aspettare la partenza del bus, anzi il più delle volte siamo dovute salire correndo.
Spesso proprio questa fretta e concorrenza ci ha permesso di trattare il prezzo, anche se molto probabilmente i soldi se li intascava in nero il conducente, mah! Ma va bene così…. noi il prezzo basso, loro qualche soldino in più da aggiungere alla paga da fame.
In Ecuador mi sembra che tutto funzioni più o meno regolarmente anche se le emozioni non mancano.
Dopo avervi raccontato della mia esperienza in Colombia, documentata nel video presente nel post Colombia Adios , un’altra esperienza interessante l’abbiamo avuta nel tratto costiero dell’Ecuador tra Atacames e Canoa, la ruta del Sol.
Le due località distano solo circa 100 km ma il collegamento é scomodo perchè bisogna cambiare il bus ben 2 volte.
Dopo il primo cambio e la seconda tratta percorsa, per l’ultima ora di viaggio abbiamo preso una mitica Chiva, i coloratissimi bus tradizionali, senza porte e finestre, con solo delle panche per sedersi. Fantastico!
“Arriveremo a destinazione?” mi chiede Alex appena partite.
“Seguro! questi bus sono dei carroarmati” Rispondo io
Come non detto, dopo circa 20 min di viaggio un brutto rumore pone fine al viaggio.
Non mi intendo di motori ma giudicare dall’acqua che perdeva, credo si sia rotto il radiatore.
Opppsss, e ora? Ci restituiscono metà dei soldi del biglietto ed arrivederci…. :S
Niente paura, il trasporto non é un problema da queste parti. I bus di linea passano costantemente e si possono fermare ovunque. Ma quando?
Ok tranquille ci mettiamo ad aspettare sul bordo della strada in compagnia degli altri malcapitati che sembrano abituati ad avvenimenti del genere. Neanche 5 min e un pick up ci carica tutti sul furgone insieme alle banane, chiedendoci lo stesso prezzo del bus. Ehehe
Una esperienza interessante!
Ecco il video!
IL MONDO E’ PICCOLO
Canoa 16.02.2011
Dopo che Alex é stata derubata in Colombia tutto si é risolto per il meglio:
passaporto provvisorio é stato rifatto all’ambasciata austriaca di Bogotà ed
il bancomat é già in Perù da un suo amico. Presto andremo a recuperarlo.
Per ora le presto io i soldi che mi restituirà con gli interessi o in cambio di lavori forzati di traduzione in tedesco al mio sito sul lago Maggiore… Vedremo! Per il resto sono solo beni materiali. Il PC ce lo dividiamo.
L’altro giorno Alex stava guardando le sue mail quando la sento gridare in lontananza.
“Que pasa Alex???” Le chiedo spaventata…. con lei non ci si annoia mai!
Corro da lei che mi guarda senza respiro…
Non ci crederete. Vi ricordate di G., il nostro compagno di viaggio in Colombia?
Ci ha scritto una mail. “Sono a Canoa per 3 giorni, voi dove siete?”
Il mondo é piccolo… ma un villaggio come Canoa può essere molto, molto grande!
SURF SEXO DROGA E REAGGAETON
Canoa 25.02.2011
Questa é il ritmo costante della vita locale nella playa ecuadoriana. Due settimane tra Atacames e Canoa, rispettivamente 3 e 12 giorni. Amata, odiata, amata, amata, amata… Canoa é stato un turbine di esperienze ed emozioni… amicizie e discussioni che fanno crescere, soprattutto una campagnola come me! Un impatto piuttosto forte veder girare cocaina come se fosse marijuana (e quest’ultima quasi inesistente a confronto).
In Colombia non ne ho vista tanta tra la gente locale, nonostante il prezzo sia la metà che in Ecuador… o forse in Cali, come dice Pietro la situazione é diversa che nel resto della Colombia. O forse posso solo confrontare le mie esperienze. Insomma per i ragazzi che ho incontrato e frequentato, ho avuto questa impressione.
L’impatto sulla costa é stato difficile, la gente vive all’insegna della trasgressione… tutta la vita! E anche se al principio mi disturbava essere trattata come la turistella gringa con la quale tutti ci provano, ho presto imparato a trattare la situazione ed ammetto che alla fine, io ed Alex, ce ne siamo andate da Canoa con una lacrimuccia sulla guancia.
Lasciamo un posto stupendo, lasciamo il sole, lasciamo persone che alla fine si sono rilevate buoni amici ma soprattutto lasciamo il surf…. porc proprio oggi che sono riuscita a surfare una “ola” senza schiuma! Di questo passo imparerò a surfeare a 52 anni!
Va bhe, una scusa per tornare. Per adesso… premo quel pulsantino a cui é sempre difficile accedere “RESET” e si ricomincia per nuove avventure.
Selva ecuadoriana arriviamo!
I recenti avvenimenti dei Capodogli arenati sulle spiagge del Gargano, mi hanno portato a pensare intensamente alla Nuova Zelanda!
La stesso problema avviene infatti anche sulle coste neozelandesi.
Probabilmente i suoi abitanti, non sapendosi dare una spiegazione, associano l’avvenimento ad una famosa leggenda, la quale narra che il popolo Maori sarebbe discendente di Paikea, arrivato in Nuova Zelanda dalle isole polinesiane, a cavallo di una Balena.
A proposito é stato scritto il libro “Wahle rider” e girato l’omonimo film.
Io ho visto il film in lingua originale (esiste anche una versione in italiano “La ragazza delle balene“) Oltre ad essere una bellissima storia d’amore tra zio e nipote, il film simboleggia a mio parere diversi aspetti e può essere interpretato in vari modi:
• principalmente credo abbia l’intento di salvaguardare la cultura Maori che rischia di estinguersi per la crescita costante della presenza straniera nel paese.
• Immmergere lo spettatore nella vita dei Maori- Per lo meno io, guardando il film in lingua originale, ho rivisto negli attori i moderni Maori, sia nel modo di parlare che di comportartamento.
• vuole essere una bellissimo film per la famiglia, una favola che insegna importanti verità, indipendentemente dalla cultura che rappresenta.
• probabilmente aiutare la salvaguardia delle balene alla sua estinzione per la caccia subita. Anche se non ne parla direttamente credo che il film possa avvicinare la gente a questo favoloso cetaceo.
Ora, tornando agli avvenimenti pugliesi… le domande che ci facciamo sono le stesse che rimangono aperte nel film: Perché le balene si sono arenate? Lo hanno fatto per un motivo? o forse sono state chiamate da qualcuno?
Oggi voglio dedicare un post a Gionata Nencini, un ragazzo toscano che ha scelto un modo particolare di vivere la sua vita: viaggiare per il mondo!
Ma ciò che cottradistingue Gionata dagli altri viaggiatori, è che lui ha deciso di farlo in moto! A bordo di una Honda Transalp, con poca esperienza, pochi soldi, un pò sprovveduto… ma con un gran ottimismo, senso di adattamento ed una gran voglia di avventura!
Come potete immaginare ho una certa ammirazione per le persone come lui, non per le difficoltà ed il coraggio del modo particolare di affrontare la vita ma per la sua capacità di distinguersi dall’ “uomo comune”!
In modo particolare ho apprezzato l’aforisma che compare nella Homepage del suo sito Partireper.it :
“Il Viaggiatore sta al turista,
come l’uomo che seduce una donna, sta a colui che paga una puttana.”
Vi faccio spiegare direttamente da lui i particolari della sua avventura:
Una storia simile è quella di Giorgio Bettinelli che con la sua vespa (regalatagli per caso in Indonesia come rimborso di un debito), ha percorso in un solo viaggio, durato tre anni e otto mesi, 144.000 chilometri attraverso 90 nazioni diverse, in 5 continenti, dalla Terra del Fuoco in Cile a Hobart in Tasmania.
Giorgio è morto lo scorso settembre dopo un improvviso malore dovuto ad una strana infezione contratta nel sud della Cina , dove viveva da qualche anno.
Per saper di più sulle sue avventure potete comprare uno dei suoi libri oppure leggere il suo blog e quello dei suoi sostenitori: giorgiobettinelli.com giorgiobettinellifansclub.it
—————————————————————– The Traveller is compared to the tourist,
as the man that seduces a woman is compared to whom pay a prostitute.
A Journey into the World by motorcycle: Partireper.it
Ecco la vera ragione dell’estinzione dei Kiwi: il kiwi stesso!
Il filmato è un pò triste …
—————————- Here the true cause of the kiwi’s extinction: the kiwi himself!
The video is a bit sad…
… ma c’è il lieto fine!
———————– … but there’s a happy end!
Voglio dedicare il mio post di oggi a 2 creature di notevole importanza in Nuova Zelanda. A differenza di quanto stiate pensando, NON vi parlerò della scontata pecora ma, bensì, di 2 creature molto più piccole:
il primo è l’amatissimo e notturno Kiwi, che per quanto sia quasi impossibile da vedere (a parte in cattività), è una creatura così importante per questo paese, tanto da dare il nome anche agli umani, abitanti dello stesso. Questo piccolo uccello, è tanto tenero ed innocuo che non farebbe male a nessuno ed anche se volesse non ne sarebbe in grado!!!
Purtroppo, nonostante tutti gli sforzi da parte dell’ uomo per salvaguardarlo, il kiwi è in pericolo di estinzione!
Io ne ho visto solo uno di notte, sulla strada (non con te Elena) e per la cronaca quasi contribuivo alla sua estinzione, a bordo di un camper, ma non guidavo io! Se l’avessimo investito, oltre a contribuire alla sua estinzione, avrebbe causato anche la nostra: mi sarei suicidata dopo aver strangolato l’autista!
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The post of today is about the most important NZ’s creatures … and no, not the sheep but the Kiwis and the Opossum!
The first is the beloved Kiwi. He is very difficult to see in the wild because he lives during the night! He can’t fly and he is very tender and harmless, he would not do something bad to anybody and even if he wanted, would not be able to do it!!!
This small bird, is so loved from the Newzelander that, even they, are called in the same way: KIWI.
Unfortunately, despite all the efforts aside the human to safeguard him, the kiwi is in danger of extinction!
I have seen only one of them! It was during the night on the road on board of a van. We almost killed him but fortunately I wasn’t driving! If we had invested him, besides contributing to his extinction, we would also have caused ours: I would have committed suicide after having strangled the driver!
(clicca sull’immagine per ingrandirla e per più info)
Il nostro secondo amico è l’ Opossum! I neozelandesi odiano questo animaletto almeno tanto quanto amano il Kiwi!
A differenza del Kiwi, l’ Opossum è molto facile da incontrare… vivo ma perlopiù morto o imbalsamato in qualche negozio di suvenir!
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The Opossum is our second friend! The Newzelander hate this little animal, at least, so much as much they love the Kiwi!
Unlike the Kiwi, the Opossum is very easy to be met… alive but above all dead or embalmed in the shops!
Opossum (clicca sull’immagine per ingrandirla)
(clicca sull’immagine per ingrandirla e per più info)
Durante il RoadTrip per il lungo e il largo della Nuova zelanda, mentre guidavo spensieratamente, vagando per le deserte e affascinanti strade della South Island in compagnia di Elly, canticchiavo allegramente le canzoni che il nostro mp3 gracidava dalle deboli casse… Elena, di tanto in tanto, nel tentativo di salvarci la vita, richiamava l’attenzione dalla mia guida distratta, incantata ad ammirare la bellezza dei paesaggi!
Insomma, per farla breve:
mentre cercavamo di evitare la morte, ecco spuntare il nostro amico opossum e piazzarsi in mezzo alla strada, immobile, come per sfidarci…
Con una manovra roccambolesca e sotto gli insulti di Elena, sono riuscita ad evitare la sua (e la nostra) morte che, in caso contrario, in pochi giorni, subendo il calpestaggio di centinaia di auto, sarebbe diventato un fossile facente parte dell’asfalto della strada!
Nei giorni successivi ci è capitato di incontrare dozzine di Opossum calpestati, (già fossilizzati o freschi di investimento)!
Al che mi sono chiesta come fosse possibile, vista la poca percorrenza che subiscono le strade neozelandesi, che tanti Opossum possano essere investiti!
Inoltre si sono verificate diverse situazioni analoghe ma per fortuna guidava Elena. Con altrettante roccambolesche manovre e sotto le mie preghiere e gridi, siamo sempre riuscite ad evitare l’opossumcidio.
Ma ora mi chiedo: mhhh, ma avremo fatto bene???
Bhe, pochi giorni dopo ho scoperto che, questo altrettanto simpatico mammifero (a mio parere), è accusato dai neozelandesi di essere la causa dell’estinzione dei Kiwi e della devastazione delle coltivazioni!
Tanto è vero che i Neozelandesi, in igualmaniera di come cercano di salvaguardare i Kiwi, cercano di estinguere l’ Opossum!!! Li odiano!
Insomma, si è creata una sorta di sport nazionale: il Roadkill Possum!!!
In poche parole: si dà la caccia all’ opossum cercando di investirne il più possibile!
Secondo loro non è possibile essere stati in Nuova Zelanda senza averne investito almeno uno!
Testimonianza di ciò vi presento in cosa mi sono imbattuta nel Te Papa in Wellington, “solo” il più famoso museo in Nuova Zelanda
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During the Road Trip trough New Zealand, while I was distractly driving, wandering and fascinating about the amazing landscape, singing the songs that croaked from the weak boxes of our MP3 player… sometimes Elly had to remind me to drive seriusly!
So, while we were trying to avoid the death, suddently our friend opossum came to the road and place himself in the middle of the road, immovable, as to challenge us …:shock:
With a difficult manoeuvre and under the insults of Elly I finally have succeeded in avoiding his (and ours) death !
In the following days we met dozens of stamped Opossum on the road. I wondered how was possible that so many Opossums can be run over if there are so few cars on the road!
Analogous situations are occurred to us again but luckily, Elly was driving! Lucky us we have always succeeded in avoiding the dead of the Opossum.
But now, I wonder : had we done well???
Few days later I have discovered that, the Opossum is accused by the Newzealander to be the cause of the extinction of the Kiwis and the devastation of the cultivations!
The Newzealander are trying to safeguard the Kiwis in the same way as, they are trying to extinguish the Opossum!!! They really hate them!
A sort of national sport is created: the Roadkill Possum!!!
In few words: they are hunting the Opossum on the roads trying to invest them much as possible!
They think, is impossible you have been in New Zealand without having invested at least one of them!
Have a look what I have seen in the Te Papa, the famous museum in Wellington:
Come gli opossum diventano fossile (clicca sull’immagine per ingrandirla)
Fossile di opossum sulla strada, dopo essere stato investito per anni (clicca sull’immagine per ingrandirla)