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Nepal 2003 – 2. Arrivo a Katmandu

01. Novembre 2003 – Lucia
Ore 00:30 (06:30 ora locale) arriviamo a Bangkok. Nelle 4 ore di attesa per il volo a Katmandu, abbiamo già fatto i biglietti per volare sull’isola di Koh Samui alla fine della spedizione in Nepal.
Alle 13.30 locali atterriamo a Katmandu (KTM), il fuso orario si sposta a 4h45 in avanti rispetto all’Italia.

Dopo 1h30 per ottenere il visto (calma é la parola d’ordine in Nepal), un pulmino ci aspetta fuori dall’aeroporto.
Immediatamente veniamo assaliti dai ragazzini che si offrono di portarci i bagagli sperando di ricevere qualche Rupia (moneta nepalese) in cambio.
Visto le varie raccomandazioni di non dare nulla, giustamente Francesco dà 5 € ad un solo ragazzino, ovvero pari alla somma di un loro stipendio mensile!

L’impatto con la realtà del posto é molto forte: mentre ci rechiamo all’hotel, percepiamo molto chiaramente il degrado e lo stato di povertà della gente.
Il nostro lussuoso hotel (6€ per persona a notte) si trova nel quartiere di Thamel, il più turistico della città.
Mamme chiedendo elemosina sulle vie di Thamel

Portatore in Thamel, Katmandu

Uno sguardo rapido della zona e alle 18:00 Briefing con le guide e presentazione del gruppo.

Brutte notizie:
a causa di uno sciopero dei trasporti siamo costretti a rimandare di due giorni la data della partenza della spedizione, quindi al 05.11.

Nepal 2003 – 1. La Partenza

Milano 31 Ottobre 2003 – Lucia

E’ finalmente arrivato il giorno della partenza.
L’appuntamento a Milano Linate é per le 8.30. Per sicurezza partiamo alle 6.45.

Come non detto… entrati in tangenziale a Milano, colonna!
Sono le 9.30 e siamo ancora fermi al casello. Panico e paura.
La colonna non si muove e l’aereo sembra oramai perso… ma perfortuna dopo 10 min il traffico si sblocca e arriviamo miracolosamente in tempo prima che l’aereo decolli.
Come inizio non c’è male…

Il primo Diario: Nepal 2003

Bene, eccomi resuscitata dopo “trasloco” e viaggetti vari.
Come promesso, inizierò a riportare sul blog il viaggio in Nepal del 2003 che ho realizzato con un gruppo di ragazzi Valdostani. Mi sembra una vita fa, una bambina verginella (di viaggi intendo 😉 ) e inesperta, segnata profondamente da quella esperienza, di cui mi porto ancora dentro i segni.
Non cambierò una sola virgola del diario e posterò le foto scansionate (non avevo camera digitale). Il diario é stato scritto giornalmente da me e Francesco, il mio compagno ai tempi.
Cercherò di postarne uno o due al giorno, a partire da domani. Inoltre segnerò all’inizio l’autore del post.
Non ho ancora chiesto a Francesco il consenso, spero sia d’accordo.

Nepal: l’illuminazione e il video

“Solo facendo quel viaggio, si capirà perché lo si doveva fare e si darà voce ad una parte di sé che chiede di venir fuori.
E se qualche volta è difficile partire, le abitudini, il dovere, gli impegni, la mancanza di tempo, il dubbio, le aspettative della altre persone… sembrano ostacoli insormontabili.
Non dimentichiamo che c’è solo una cosa peggiore del viaggiare, ed è il non viaggiare affatto.”
-Oscar Wilde-


Prima di partire per il Nepal non mi sono vaccinata. Sì, non mi piacciono le vaccinazioni e penso che sia meglio non farle.
In realtà avrei forse dovuto, perchè proprio in quel cuscinetto di terra in mezzo alle montagne più alte del mondo, mi sono ammalata … ammalata gravemente di una malattia rara (perlomeno dalle nostre parti): “sindrome da viaggio”:
un desiderio irrefrenabile di partire, conoscere, di essere libero di andare, di viaggiare, senza sapere dove, senza sapere probabilmente il perchè … la voglia di conoscere gli altri e attraverso gli altri te stesso.
L’unica cura é viaggiare.

La colpa é senza ombra di dubbio di un gruppo di ragazzi che hanno fatto del viaggio uno stile di vita.
“Purtroppo” ho avuto la fortuna di partire con loro per il Nepal. GRAZIE!

Terminato il viaggio, invece di tornare felice e soddisfatta della bellissima esperienza trascorsa, mi sono ritrovata ad essere triste, stavo male! Ho avuto un mese di depressione.
Come se quella esperienza mi avesse reso cosapevole della prigionia della quale ero vittima inconsapevole.
Per farvi capire con una metafora:
é come se si fosse aperta una porta, prima ero dentro una stanza che credevo fosse il mio monolocale ma varcata la porta mi ero accorta che il mio appartamento in realtà non era un monolocale ma un castello… con tantissime stanze, torri, mura, parchi con giardini bellissimi e panorami mozzafiato… tutti da scoprire!
Alcune stanze erano sporche, altre trasandate ma contenevano oggetti interessantissimi e libri dai quali imparare …

Qualcosa era scattato dentro di me… che cosa?
La consapevolezza che stavo vivendo una vita in prigionia. Credevo di essere felice… prima… nel mio accogliente monolocale… credevo! Avevo un castello ed ero ridotta a stare in una stanza.

Stavo male per aver conosciuto un mondo che mi era sconosciuto prima… sapevo dell’esistenza che viveva surrealmente nella mia consapevolezza!

Inoltre ho toccato con mano anche le problematiche più dure del nostro mondo:
-ho realizzato che veramente la gente muore di fame nel mondo;
-che veramente esistono ancora realtà dove, per esempio, una bimba è costretta a stare rinchiusa in un
templio fino a 13 anni solo per credenze religiose;
-che esistono ancora persone che non hanno mai visto il mare o che sono costretti a vivere secondo la casta in cui nascono;
-che esistono ancora paesi dove l’età media delle persone fatica a raggiunge i 22 anni, dove la differenza tra ricco e povero è come il Deserto e l’Himalaya…
– etc, etc

Forse voi mi direte: è normale ma non la guardi la televisione? Certo, sembra strano da dire ma tutto ciò ci appare così lontano dal nostro mondo industrializzato, quando in realtà sono solo poche le ore di volo che ci separano. Sembra scontato da dire ma non è così… o perlomeno non lo è per me.

Ecco, questa consapevolezza mi ha stravolto la vita, sono tornata in Italia con un gran senso di colpa… colpa per la nostra società consumistica, materialista… anche se poi la società impone l’adattamento!

Inoltre stavo male quando, l’ultimo giorno di viaggio, costretta a tornare a casa alla vita “reale” (eh sì, perchè stavo vivendo un sogno in quel momento), vedevo quei ragazzi proseguire il viaggio per altre mete, entusiasti, liberi come foglie al vento; Ebbene sì, ero invidiosa… 😈

In quel momento mi sembrava un’ utopia poter vivere come loro, una possibilità per pochi eletti!
Ed ho continuato a crederlo per parecchio tempo dopo il ritorno …

Ora… oggi … penso che tutti abbiano questa possibilità se veramente lo vogliono…. almeno che non siano già stati imprigionati dalla società.
“Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila…” (into the wild)

Inconsciamente però, la mia vita era cambiata dal ritorno da quel viaggio, niente e nessuno poteva più trattenermi. Ho solo avuto bisogno di tempo per capirlo…

Quindi mi sento di poter dire che, come é giusto che sia, nel mezzo della catena Himalayana é avvenuta la mia illuminazione! ❗ 😡

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Il video che avete visto sopra é quella che è stata la mia avventura in Nepal. Trekking e rafting, diciamo l’ Action del viaggio.
Purtroppo la parte emotiva non si può trasmettere. Un trailer di 6 min del video completo che dura circa 45.

Totemadventure.com organizza ogni anno viaggi di questo tipo. Quest’anno andranno in Ladak.
Non si tratta del solito viaggio organizzato ma di una vera e propria avventura, alla quale non bisogna avere una particolare preparazione ma sicuramente un particolare modo d’essere.
Per farvela breve: non la consiglierei a perecchi dei miei amici. Ma se vi intriga l’idea di passare 10gg senza una doccia, senza un letto, fare sport per 10 ore al giorno e dover ancora montare il campo, cucinare, passare le serate in compagnia davanti ad un fuoco in mezzo alla natura incontaminata. Di perdere la cognizione del tempo, delle ore ed addirittura dei giorni… bene, allora è quello che fa per voi e vivrete un’esperienza indimenticabile in posti che difficilmente riuscirete a vedere da turista “normale”.
Se cercate avventura e buona compagnia, ve lo cosiglio vivamente. 💡

Qua tutte le info per il viaggio in Ladak Viaggio in Ladak 2010

Qua le foto del viaggio:


Trekking in Nepal

Rafting in Nepal

Tempio di Pashupatinath

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La versione completa del video potrete vederla a casa mia se vorrete, al modico prezzo di 6,99 €.
Scherzo, portate una birra e ve lo farò vedere volentieri. ➡

Appello pro Tibet

Chi mi conosce, sa che non amo parlare di politica!
Ma da diversi anni la situazione tra Tibet e Cina mi tocca particolarmente.
Se ben ricordo ho iniziato ad interessarmi dopo aver letto il libro e aver visto l’omonimo film “7 anni in Tibet”!
Nel corso degli anni mi ha affascinato la cultura di questo popolo fino a che nel 2003 ho avuto l’opportunità di viaggiare in asia e più precisamente nel confinante Nepal e le montagne dell’ Himalaya!
Questo affascinate viaggio mi ha fatto conoscere piú da vicino la difficile situazione che è presente in questi paesi.

Ed ora che la situazione è estrema, desidero dire la mia.
Non solo perché appoggio il Tibet, ma anche perchè penso che una manifestazione importante come le olimpiadi si sia convertita in un grande business, dove più che lo sport, che è diventato solo una piccola parte dell’interesse, sono i soldi e gli interessi capitalistici, i veri protagonisti dei giochi!
Tutto questo va chiaramente contro la originale idea delle Olimpiadi!

Potranno mai i giochi essere bloccati?

Certo che no!
L’economia della Cina sta avendo un boom tremendo, ormai così importante che i paesi dell’ovest non possono permettersi di ignorarla o di dargli contro! America in prima fila, che riceve importanti capitali dalla stessa ma così anche l’Europa. D’altra parte la Cina vede le olimpiadi come il miglior trampolino per dimostrare al mondo il suo sviluppo e la capacitá di gestire una manifestazione di tale livello e ricevere visitatori da ogni parte del mondo…

Ma ora mi chiedo, si possono celebrare le Olimpiadi, il miglior evento sportivo di unione tra gli stati del mondo, sui massacri di questi mesi ma non solo…. sulla sottoimissione, sul disastro umanistico e culturale che la Cina da decenni sta effettuando in Tibet?

Di fronte agli appelli e alle proteste provenienti da tutto il mondo la Cina risponde con una chiusura totale di Lhasa! Turisti ma anche media… la scusa cinese è per salvaguardare la torcia olimpica sull’Everest…. Scuse!!! I motivi vanno ben al di là dei Giochi olimpici…
(tra le altre cose… ma può bruciare la torcia a 8000 metri di altezza?)

Tutto ciò non lascia segni di speranza per il popolo tibetano che cerca di lottare inutilmente!

Il Dalai Lama è odiato dal Governo Cinese. In Tibet chiunque dovesse esibire una sua foto viene arrestato. Ma per fortuna niente e nessuno riesce a sconfiggere la religiosità del popolo tibetano.

La cosa che più mi sconcerta è come la popolazione cinese, imbevuta di nazionalismo fin da bambini, sia fedele al regime e agli ideali di propaganda ufficiali…. Tipo che una volta il Tibet faceva giá parte della cina…

Proprio ieri ho assistito ad un dibattito sulla situazione Cina-Tibet all’univerità di Galway, in Irlanda!
Sconcertante sentire parlare giovani cinesi in difesa del loro governo e contro i tibetani… I cinesi considerano i tibetani parassiti, essi credono che dovrebbero essere grati alla Cina, di aver dato loro, per esempio istruzione, strade, ferrovia, negozi… (cosa che manca in gran parte della stessa Cina), di averli salvati dalla schiavitù del Dalai Lama.
Ma in realtà tutto ciò ha portato solo un gran stravolgimento alla capitale tibetana ! Lhasa è ora piena di ipermercati, negozi di elettronica, banche e uffici che l’hanno trasformata da ex templio sereno e religioso, in una classica città sul modello delle metropoli cinesi.


Al momento, l’influenza cinese sulla regione tibetana è totale.

Insomma… la cultura tibetana è destinata ad estinguersi?
E cosa succederà quando il Dalai Lama non ci sarà più?
La Cina ha rapito nel 1995 il Panchen Lama, allora di 6 anni, il successore riconosciuto dallo stesso Dalai Lama.

Pechino ne ha eletto un altro fedele al governo cinese! 😐

Sarà la fine di una cultura! Il Tibet è un paese in estinzione dove la sua cultura resterà in parte viva, utile ai cinesi solo per attirare i turisti.

Per questo e per molto altro il mio appello all’Italia e al mondo, pur per piccolo che sia è: dato che un boicottaggio risulta impensabile da parte delle nazioni…. Voi atleti, lo so che vi siete allenati duramente, ma siete gli unici che potete combattere per una giusta causa e bloccare i giochi Olimpici!

Grazie