Bienvenida en Colombia

Mi sento quasi estasiata, la Colombia mi piace ogni giorno di più!
Dopo un mese di viaggio sto iniziando ad inquadrare questo paese, a captarne la frequenza e seguirne la lunghezza d’onda.
Il suo slogan turistico: “Colombia: the only risk is wanting to stay“.
Solo ora comincio davvero a capirlo. Mi rimangono 30 giorni di visto e già non mi sembrano sufficenti…

Situazione di viaggio
Dopo Bogotà non ero preparata psicologicamente ad affrontare un’ altra metropoli. Gli input che si ricevono sono troppi e necessitano tempo per essere immagazzinati, processati e digeriti, soprattutto se con una cultura tanto differente dalla nostra. Poi la frenesia e lo smog di Bogotà mi ha fanno sentire come imprigionata ed impotente di fronte alla sua immensità ed ha maturato in me un grande desiderio di pace, tranquillità e voglia di natura.
Dieci giorni in San Gil sono stati rigeneranti.
La deviazione verso Medellin é arrivata improvvisa ed inaspettata. Nonostante tutto “la città dell’eterna primavera” si é pienamente guadagnata la mia stima e mi ha insegnato molto più di quanto mi fossi aspettata… meriterebbe sicuramente un stop prolungato. Ora, dopo 6 giorni, ci siamo spostati in un colorato paesino di 2000 abitanti per passare il capodanno. Dove? Non importa in questo momento, ve ne parlerò nei prossimi giorni. Solo un paio di foto:

Guatapè, Colombia

Vista dal nostro hostel in Guatapè, Colombia

Medellin
La Colombia si trova nel pieno della sua rivoluzione esistenziale e comportamentale. Da poco é uscita da un lungo periodo difficile e nessun altra città meglio Medellin può rappresentare questa situazione di metamorfosi. Camminando per le sue vie ogni particolare richiama la sua recente storia … palpabile nell’aria.
Gli anni ’80 ’90 sono stati i più violenti. In questo periodo Medellin ha conquistato il trofeo di città più pericolosa del mondo con un tasso di sparatorie e omicidi a livelli giornalieri. Sotto l’ eccellente guida del mitico Pablo Escobar, tutto il sistema era basato e controllato dai narcotrafficanti, dai paramilitari e dalla guerriglia della Farc. Non un turista osava avvicinarsi.
Ora la situazione é cambiata drasticamente, quasi “normalizzata”, almeno apparentemente. Il comune sta educando i cittadini in maniera direi eccellente, imponendogli rigide regole e nello stesso tempo viziandoli, offrendo loro servizi che solo poche città al mondo sono in grado di fornire. Con quali soldi? La risposta la lascio alla vostra immaginazione!
Medellin é l’unica città della Colombia che possiede una Metro completa di 2 nuovissime funivie (la più recente risale a 2 anni fa), costruite non per motivi turistici, come spesso accade ma per fornire un collegamento con i quartieri più degradati, situati nelle zone più alte della città a quasi 2000 metri d’altezza (e a quanto pare per combattere l’estrema violenza di quei quartieri). Il servizio viene fornito al prezzo simbolico di 1500 COP ovvero 0,60 € .
Metrocable in Medellin, Colombia
L’igene raggiunge livelli spropositati: flotte di donne puliscono costantentemente pavimenti, scale, passamano, …. Vi giuro che potreste mangiare per terra. A differenza delle nostre stazioni ferroviarie, non troverete un solo chewgum sul pavimento, non una sola carta. All’arrivo del tram, prima di salire, tutti attendono diligentemente che la gente scenda. Numerosi addetti dirigono ordinatamente il flusso di persone sulla cabinovia. Tutti sono pazienti, ordinati e cordiali… incredibile! Dalla cima si gode di una vista spettacolare della città.
Medellin di notte dalla cime della funivia, Colombia

La gente
Come Rubens che dopo aver visitato le Iguzu Falls in Argentina, dice di essere “Astonished by the nature” io dico di essere “Astonished by the People”.
Come vi parlavo in un altro post, la malavita colombiana si compone di circa l’1% della popolazione (ma un 1% di qualità) che però, vista la situazione estrema, va ad affettare l’intero paese. Ora, secondo la mia breve esperienza, mi sembra di capire che il restante 99% soffra parecchio questa situazione e cerchi di compensare il disagio con una estrema gentilezza, accoglienza, disponibilità, amore per la vita al di fuori del normale. I colombiani amano i turisti perchè vogliono far capire al mondo che si sta sbagliando nei loro confronti e desiderano che all’estero si parli bene del paese che tanto amano. Bhe, con me ci stanno riuscendo!
Inoltre sono semplicemente estasiata dal loro modo di pensare. Ragazzini di 20 anni che mi parlano di storia, di politica del loro e del nostro paese in modo tanto obiettivo e maturo…. si rendono conto dei nostri mali più di quanto lo facciamo noi, spesso capaci solo di lavorare e pensare all’aperitivo.
Purtroppo però, nel loro sguardo si capta il complesso di inferiorità nei confronti di noi paesi industrializzati, non si sentono all’altezza, quando a mio parere avremmo molto da imparare, soprattutto nel loro modo di vedere la vita. Hanno bisogno di riprendersi la loro sicurezza, perduta per ovvi motivi. Se riuscissero a rialzarsi dal loro stato di povertà, allora …e solo a quel punto, il narcotraffico potrà essere combattutto e la Colombia diventare uno stato tra i più belli e vivibili del mondo, grazie alla cordialità della loro gente!
Ora, seppur la situazione sia migliorata, non esiste Plan Colombia che possa diminuire la produzione di coca che tanto rovina questo paese e la sua natura! La gente colombiana lo sà bene!

Per chiudere vi racconto un episodio avvenuto nella notte di capodanno:
dopo che la musica in piazza ha terminato, verso le 4 di mattina non contenti e vogliosi di “Rumba“, ci siamo fatti trascinare in un locale notturno da dei ragazzi colombiani. Premesso che ballare è un Must, (altrimenti meglio che te ne stai a casa) stavo sfoggiando in pista la mia tecnica (anche grazie all’aiuto del Ron oramai sostituito al “sangre gringo”) con movimenti sensuali simili a quelli di un scaricatore di porto.
Va bhe, in ogni caso, per esprimermi al meglio, ho pensato bene di lasciare la mia borsa sul divanetto adiacente la pista.
Delle ragazze, senza conoscermi mi tenevano aggiornata sullo stato della mia borsa, preoccupandosi di avvertimi di prestare attenzione, oltre ad assicurarsi che mi stavo divertendo facendomi conoscere tutti i loro amici, poco abituati a vedere europei. Questo é solo un piccolo dettaglio dell’apprensione della gente.
Insomma, verso fine serata mentre stavo sfoggiando la mia classe, una ragazza mi chiama, con la luce offuscata del locale mi apre la mano e mi pone una decina di pastigliette sul palmo.
Silenzio, la musica si blocca nella mia mente, “che stupida che sono” penso … a quel punto mi sento confusa, in un solo secondo perdo tutta la stima e la fiducia accomulata per quelle persone, aiutata dalla stanchezza e dall’alcol in circolazione.
Que es?” (che cos’é?) le chiedo. Non ho intenzione di prendere droghe, soprattutto se non le conosco.
Toma y guardale en el bolsillo” ( predile e mettile in tasca)
Que es esto?” insisto, quasi seccata.
Lentejas, te traeran suerte para el nuevo ano” Lenticchie, ti porteranno fortuna per il nuovo anno.


Bienvenida en Colombia!

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4 commenti su “Bienvenida en Colombia”

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